Addio a Bluce Mazlish, studioso della world history

Lo storico statunitense Bruce Mazlish era professore emerito del Massachusetts Institute of Technology di Boston

Lo storico statunitense Bruce Mazlish, influente studioso che ha cercato di fondere ricerca storiografica e interpretazione psicanalitica, è morto domenica scorsa nella sua casa di Cambridge, nel Massachusetts, all’età di 93 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla sua famiglia al “New York Times”. Era professore emerito del Massachusetts Institute of Technology di Boston, dove ha insegnato storia delle idee e storia europea. Mazlish si affermò nel mondo accademico nel 1960 pubblicando il saggio “La tradizione intellettuale dell’Occidente. Da Leonardo a Hegel” (tradotto in italiano dalle Edizioni di Comunità), scritto in collaborazione con Jacob Bronowski: il libro è considerato uno dei capisaldi della “World history”, ovvero di quella corrente storiografica che ha cercato un filo comune nello sviluppo della storia sociale dal Rinascimento all’età post-illuministica. Tra i suoi saggi anche “The Fourth Discontinuity. The Co-Evolution of Humans and Machines” (1993), una storia delle turbolente relazioni tra le persone e le macchine. Mazlish era noto anche per aver messo sul lettino dello psicanalista l’allora presidente americano Richard Nixon con il libro “In Search of Nixon: A Psychohistorical Inquiry” (1972), suscitando scalpore per la sua tesi: era inaffidabile come statista perchè non aveva risolto i suoi traumi infantili. Il volume era un tentativo di fondere scienza, interpretazione psicanalitica e storia contemporanea agli albori dello scandalo Watergate. In seguito Mazlish ha pubblicato libri simili nel corso degli anni ’70 dedicati ai profili di Henry Kissinger, Jimmy Carter, Mao e Ruhollah Khomeini.