Astronomia: stelle disordinate, una galassia nana irregolare per Hubble

Il soggetto ripreso questa volta da Hubble è NGC 4789A una galassia nana irregolare che si trova ad una distanza di oltre 14 milioni di anni luce

Credit: ESA/Hubble & NASA

Ha un look disordinato e le sue stelle sembrano gemme sparse qua e là in un caos colorato e scintillante: il soggetto ripreso questa volta da Hubble è NGC 4789A una galassia nana irregolare che si trova ad una distanza di oltre 14 milioni di anni luce nella Chioma di Berenice, la costellazione boreale che deve il suo nome a Berenice II, sposa del sovrano egiziano Tolomeo III Evergete.

Nonostante l’assetto disorganizzato – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – le stelle di NGC 4789A sono tenute saldamente insieme dalla forza di gravità e sono sia blu che rosse. Le prime sono astri brillanti, caldi e massicci che hanno conosciuto un processo di formazione relativamente recente, mentre le seconde sono molto più antiche. La compresenza di queste due categorie di stelle, secondo gli studiosi, è indicativa della costante attività diformazione stellare nella galassia durante tutto il corso della sua storia.

E’ stato lo strumento ACS (Advanced Camera for Surveys) dello storico telescopio NASA-ESA a realizzare questo nuovo ‘ritratto artistico’ i cui colori sono stati enfatizzati per mettere in rilievo il mix di stelle di differenti ‘generazioni’ che caratterizza NGC 4789A.

Hubble (Credits: NASA) L’immagine di Hubble inquadra anche altre galassie più distanti che si stagliano sullo sfondo scuro come forme dall’aspetto evanescente.

Il telescopio, che nel 2015 ha celebrato le sue ‘nozze d’argento’ con lo spazio, è stato lanciato il 24 aprile 1990 con loShuttle Discovery (missione STS-31) e due giorni dopo è stato liberato nel cosmo dal braccio robotico della navetta.

Primo telescopio spaziale della sua tipologia, Hubble è ancora in attività e non ha nessuna intenzione di cedere le armi: nel giugno scorso, infatti, la NASA ha stabilito di prorogarne la vita operativa fino al 30 giugno 2021. Quindi, la comunità scientifica e il grande pubblico degli appassionati potranno ammirare gli ‘scatti spaziali’ dell’infaticabile telescopio ancora per più di quattro anni.