ExoMars: Schiaparelli è precipitato per l’errore di un secondo

Svelato il mistero Schiaparelli: è bastato l'errore di un secondo da parte dell'Unità che misura assetto e accelerazione per far precipitare il lander della missione ExoMars

E’ stato scoperto il mistero Schiaparelli: è bastato l’errore di un secondo da parte dell’Unità che misura assetto e accelerazione per ‘ingannare’ il lander della missione ExoMars e farlo precipitare sul suolo di Marte da un’altezza di 3,7 chilometri. E’ quanto emerge dalle conclusioni della Commissione d’inchiesta interna incaricata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) della ricostruzione dei problemi tecnici che hanno portato all’impatto di Schiaparelli. Si tratta solo di un primo passo per capire ciò che è accaduto, poiché l’ultima parola  spetterà alla Commissione d’inchiesta esterna, le cui conclusioni sono attese all’inizio del 2017. Dal lavoro della Commissione interna è intanto emerso che lo scorso 19 ottobre la discesa di Schiaparelli verso il suolo marziano era cominciata regolarmente: il paracadute si era aperto all’altezza di 12 chilometri e lo scudo termico si era sganciato alla quota di 7,8 chilometri. Anche l’altimetro ha funzionato regolarmente. Il problema è stato causato dall’unita’ di misura inerziale (Imu): “le misure fornite dai suoi accelerometri e dai giroscopi sono state sommate durante tutta la discesa per determinare la posizione del veicolo prima di accendere il radar altimetro”, ha detto all’ANSA il direttore delle operazioni di volo delle missioni dell’Esa, Paolo Ferri. Ma l’Imu “ha dato misure sbagliate per un secondo“.

Un secondo che è bastato al sistema di navigazione per dedurre che l’altitudine di Schiaparelli fosse negativa, ovvero che il lander si trovasse sotto la superficie del pianeta: da qui sarebbe partita la catena di istruzioni errate che ha portato all’impatto. La causa del malfunzionamento dell’unità Imu deve essere ancora chiarita, per il momento le possibili cause sono due: la prima, considerata la meno probabile, è che Schiaparelli si sia trovato in una situazione più estrema di quella prevista nelle simulazioni; la seconda è che l’unità Imu non abbia funzionato bene a causa degli ‘strappi’ molto violenti cui era stata sottoposto il lander. Per sapere la verità serviranno ulteriori test, ma sarà la Commissione d’inchiesta esterna a decidere come procedere. “Si dovrà capire – ha concluso Ferri – perché è bastato un secondo di dati sbagliati per giungere a conclusioni sbagliate”. David Parker, a capo del direttorato Volo umano ed Esplorazione Robotica dell’Esa, intanto guarda al futuro: “da Schiaparelli abbiamo imparato molte cose che forniranno un diretto contributo alla seconda missione ExoMars, in corso di sviluppo con i nostri partner internazionali e prevista per il lancio nel 2020”. Dello stesso parere è il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston: “ExoMars è estremamente importante per la scienza e l’esplorazione europea. Insieme a tutti gli Stati partecipanti al programma lavoreremo verso il completamento della seconda missione ExoMars”.