Sanità: “Contro le infezioni del sangue da catetere, occorrono team specializzati”

"Le infezioni del sangue catetere-correlate, rappresentano un problema molto esteso, per risolverlo occorrono team specializzati"

“Le infezioni del sangue catetere-correlate, e parliamo di cateteri venosi centrali ma anche periferici, rappresentano un problema molto esteso e spesso sottostimato anche dai numeri che abbiamo, perché sono diventate un evento talmente comune che spesso non vengono nemmeno segnalate. Per prevenirle, è necessario che tutti gli operatori sanitari che ruotano attorno al paziente sappiano cosa fare, che si formi una sorta di ‘vascular team’ in grado di non solo di posizionare correttamente ma anche di gestire al meglio il catetere”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Antonio Corcione, presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), oggi a Roma a margine della presentazione della carta ‘Targeting Zero’, iniziativa di 3M con 13 strutture sanitarie italiane per combattere queste infezioni con buone pratiche di prevenzione.

“Queste infezioni – aggiunge Corcione – creano disagio ai pazienti ed aumentano i tempi di cura nonché la spesa sanitaria, voce a cui in questo momento si è sempre più attenti. Ma per alcuni malati, come gli oncologici o gli immunodepressi, possono rappresentare davvero un disastro dal punto di vista della Salute. Ecco che il lavoro da fare è dunque quello di sensibilizzare tutti gli operatori, dagli specialisti agli infermieri, sull’importanza della corretta gestione dei cateteri venosi”. Presentati nel corso dell’incontro anche i risultati raggiunti in 15 centri con il 3M Tegaderm Picc/Cvc Sutureless Device, un dispositivo per il fissaggio del catetere venoso centrale (Cvc) o catetere venoso centrale ad inserzione periferica (Picc), che sostituisce i punti di sutura che servono ad ancorare il catetere alla cute ed evitare che fuoriesca dalla vena. E’ dotato di un adesivo in silicone, molto delicato sulla cute, specialmente quella dei pazienti più sensibili come quelli oncologici. E’ stato testato su 139 pazienti e gli operatori sanitari hanno valutato con favore sia la facilità d’uso (il 91% delle valutazioni risulta molto positivo per l’applicazione, come anche l’86% per la rimozione del device), sia la tenuta (87%), sia la durata in sede (85%) che la tollerabilità cutanea (83%). “L’iniziativa ‘Targeting Zero’, mirata ad azzerare il fenomeno delle infezioni ematiche catetere-correlate, “è un modello di collaborazione e di ottimizzazione dei processi – spiega Paolo Cirmi, Regional Public Affairs 3M Italia – che intendiamo esportare non solo nel settore sanità, nel quale sono in aumento i nostri investimenti in ricerca e sviluppo (in totale il 6% del fatturato totale annuo di 3M, che è pari a 31 miliardi di dollari), ma anche negli altri numerosi comparti in cui l’azienda è attiva”.