Smog Toscana: approvate le risoluzioni sul Piano della qualità dell’aria

Nel testo, si evidenzia come il Piano ''definisca anche il quadro conoscitivo sullo stato della qualità dell'aria ambiente e delle sorgenti di emissione''

Passano a maggioranza in Consiglio regionale le proposte di risoluzione presentate da Partito democratico e Sì Toscana a sinistra collegate all’informativa sul piano regionale per la qualità dell’aria ambiente, illustrata dall’assessore all’Ambiente Federica Fratoni. Il testo presentato dal Pd, primo firmatario il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli, chiede di continuare ad elaborare il Piano condividendo obiettivi, finalità e indirizzi con la commissione competente, anche attraverso specifici momenti di approfondimento. Nel testo, si evidenzia come il Piano ”definisca anche il quadro conoscitivo sullo stato della qualità dell’aria ambiente e delle sorgenti di emissione”. ”In base agli obiettivi citati sono state individuate linee di indirizzo importanti” come il coordinamento, il monitoraggio e il supporto dei Piani di azione comunale (Pac). A sostegno di quanto previsto nei Pac, si ricordano anche i ”contributi per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico” attraverso la programmazione dei fondi europei 2014-2020, la ”rimodulazione del fondo di garanzia per prestiti destinati a famiglie ed imprese”, le ”intese con le principali banche nazionali e regionali per facilitare l’accesso al credito”. Il testo presentato da Sì Toscana a Sinistra impegna la Giunta a tener conto, nella pianificazione regionale, della necessità di prevedere piani d’investimenti pubblici per la ”ristrutturazione energetica profonda” degli edifici esistenti, con l’obiettivo della riduzione del fabbisogno di energia fra il 50 e l’80 per cento. Tra gli altri impegni, anche quello di prevedere incentivi crescenti per stimolare investimenti privati; incrementare strategie per il trasporto a basso impatto basate su un’intermodalità integrata di spostamenti a piedi, in bicicletta e trasporti pubblici; intervenire presso il Governo affinché siano eliminati, o quantomeno molto ridotti, i sussidi alle fonti fossili, spostando risorse e investimenti verso l’innovazione ambientale e l’efficienza energetica.