Spazio: missioni “green” e riduzione dei costi con il progetto Compass

Grazie a Compass sarà possibile monitorare la propagazione delle nuvole di detriti spaziali

Rivoluzionare in chiave ‘green’ le future missioni spaziali, per risolvere questioni ambientali e ridurre i costi. Come? Sfruttando le forze naturali delle orbite per le manovre di allontanamento o rientro a Terra di un qualsiasi satellite. Insomma, un po’ come fare surf nello spazio. E’ il Progetto Compass (Control for Orbit Manoeuvring through Perturbations for Application to Space Systems), finanziato dalla Commissione Europea con un Erc Starting Grant del valore di 1,5 milioni di euro assegnato a Camilla Colombo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano. I servizi che lo spazio garantisce all’umanità sono ormai indispensabili, ma i problemi legati alla sua esplorazione vanno dall’elevato costo energetico legato ai trasferimenti delle missioni, al problema della sicurezza degli asteroidi che potrebbero impattare con la Terra, fino ai detriti spaziali che potrebbero colpire satelliti attivi e andare a moltiplicarsi (oggi si contano più di 500.000 oggetti-spazzatura in orbita). Per cinque anni il team, composto da sette componenti tra assegnisti di ricerca e dottorandi, si occuperà di studiare e descrivere le perturbazioni spaziali con lo scopo di sfruttarle per i trasferimenti orbitali e interplanetari riducendo così i costi delle missioni. Grazie a modelli matematici, numerici e sistemi spaziali, i nuovi satelliti intelligenti saranno in grado di controllare il surfing adattando la propria rotta in maniera sempre efficiente, saranno in grado cioè di capire e sfruttare le complesse forze naturali dello spazio. Grazie a Compass sarà possibile monitorare la propagazione delle nuvole di detriti spaziali per evitare nuove collisioni che li moltiplicherebbero e sfruttare le orbite naturali per il loro rientro a Terra e per manovre per evitare collisioni e gestire costellazioni di satelliti. Nel campo delle missioni verso asteroidi, il progetto permetterà di disegnare orbite stabili per la loro esplorazione, il loro monitoraggio e lo studio di tecniche per modificare la loro orbita. Nel campo dei trasferimenti spaziali il progetto studierà traiettorie per piccoli satelliti con mix di manovre naturali e artificiali. Il progetto Compass si avvale di un Advisory Board composto da Esa (European Space Agency), Nasa, Uk Space Agency, Cnes (Centre National d’Études Spatiales), Jaxa (Japan Aeropace Exploration Agency).