Terremoti: “C’è ancora molta strada da fare sulla prevenzione”

''C'è ancora molta strada da fare sul fronte della prevenzione antisismica e della pianificazione dell'emergenza terremoti''

LaPresse/Reuters

”C’è ancora molta strada da fare sul fronte della prevenzione antisismica e della pianificazione dell’emergenza, a partire dalla consapevolezza sui comportamenti da tenere in caso di necessità”. Ne sono convinti gli architetti fiorentini che oggi hanno ospitato alla Palazzina Reale un convegno sul rischio sismico che mette a confronto professionisti del settore, istituzioni e rappresentanti della protezione civile metropolitana e regionale. Da qui l’annuncio da parte dell’Ordine e della Fondazione di farsi promotori, la primavera prossima, di un evento di sensibilizzazione sul territorio provinciale, rivolto a tutti i cittadini di ogni età e professione. ”Una ‘maratona della consapevolezza – spiega il presidente Roberto Masini – che contribuisca a diffondere e a radicare l’educazione alla prevenzione. I terremoti degli ultimi anni ci hanno dimostrato che non esistono luoghi in Italia che possano dirsi esenti dal rischio sismico. Certo, occorre lavorare sulla pianificazione e sulla vulnerabilità degli edifici”. “Lo Stato deve fare la sua parte, mettendo in sicurezza edifici pubblici e monumenti e incentivando gli interventi sull’edilizia privata, come sta accadendo con Casa Italia – aggiunge Masini – Ma è fondamentale uno scarto sul piano culturale. È necessario che ogni singolo cittadino diventi consapevole della propria sicurezza, imparando a considerare ‘ordinari’ eventi come i terremoti fino ad oggi avvertiti come ‘straordinari’, e ad agire di conseguenza”.

Durante il convegno si è parlato di educazione alla prevenzione ma anche di economia della prevenzione. ”È noto – dice Maurizio Ferrini, membro della Commissione ‘Emergenza sismica’ dell’Ordine e già dirigente del Servizio sismico della Regione Toscana – che il costo di un intervento strutturale di riparazione dei danni provocati da un terremoto comporta una spesa 5-10 volte superiore al costo di un intervento strutturale eseguito in prevenzione”. Ferrini, interpellato dai giornalisti a margine del suo intervento dedicato alla microzonazione sismica, si è soffermato anche sui costi relativi agli interventi locali sugli edifici residenziali privati, come il rifacimento della copertura in legno e l’aumento dei collegamenti tra le murature e i solai tramite l’inserimento di catene metalliche. ”Questi interventi – osserva Ferrini – sono più semplici e facili da realizzare negli edifici in muratura, anche nei centri storici. Mentre per gli edifici in cemento armato sono più complessi. Di conseguenza negli edifici in muratura si può parlare di spese che vanno dai 100 ai 150 euro a metro quadro. Si parla di 200 – 250 euro a metro quadro per gli edifici in cemento armato. E in caso di miglioramento antisismico i costi all’incirca salgono del 50%”. Tra gli interventi anche casi studio e buone pratiche come quelle condotte dalla Commissione ‘Emergenza sismica’ dell’Ordine. “L’Ordine, oltre ad essere presidio di Protezione civile e organizzare corsi di formazione sui temi dell’antisismica,  – dicono i rappresentanti della commissione – sta portando a compimento un’esperienza molto positiva di collaborazione alla revisione di alcuni aspetti del Piano di emergenza del Comune di Sesto Fiorentino e sta riscontrando successo il percorso didattico all’interno delle scuole inserito nel progetto ‘Chiavi della Città’ del Comune di Firenze e del progetto ‘Scuola sicura insieme’ del Comune di Sesto”.