Terremoto Reggio Emilia, il sindaco di Bagnolo in Piano: “Tanta paura, ma per fortuna è andato tutto bene”

"Fortunatamente la situazione è buona, da stamattina, dopo il terremoto, abbiamo attivato il nostro nucleo di protezione civile e sono partiti i controlli degli edifici sensibili"

LaPresse/Bianchi/Lo Debole

“Fortunatamente la situazione è buona, non abbiamo riscontrato segnalazioni di danni a edifici pubblici o privati, né a cose di proprietà. Da stamattina, dopo la scossa, abbiamo attivato il nostro nucleo di protezione civile e sono partiti i controlli degli edifici sensibili”. Paola Casali, sindaco di Bagnolo in Piano, dove c’è stato l’epicentro della scossa sismica di stamattina (3,7 gradi), sta terminando il giro di accertamenti negli edifici. “I tecnici comunali hanno controllato tutte le scuole, – spiega all’Adnkronos – i centri diurni, gli asili nido ed edifici come il Municipio. E’ tutto a posto, c’è stata solo paura”. “Io – racconta – ho fatto un sopralluogo nei luoghi sensibili per verificare le reazioni emotive in scuole e centri per anziani ma tutto è tornato alla normalità. Le lezioni sono iniziate regolarmente senza defezioni”. Quando ha avvertito la scossa il sindaco era in casa. “Ho sentito prima un botto sordo e poi due brevissimi moti sussultori. Alle 8, però, – spiega – ero già in piazza e la gente prendeva il caffè al bar e faceva la spesa”. “Questa volta è andata bene” commenta Casali, che ricorda il terremoto ben più serio che colpì il Bagnolo in Piano (anche allora epicentro) il 15 ottobre del 1996. “Fu terribile, causò molti danni e raggiunse i 6 gradi della Scala Mercalli con ondulazioni sussultorie”, racconta il sindaco. Proprio ieri sera il Consiglio comunale di Bagnolo in Piano (che con i comuni di Cadelbosco Sopra e Castelnuovo Sotto fa parte dell’Unione Terra di mezzo dal 2009) aveva approvato il Piano di protezione civile intercomunale che recepisce nuove norme introdotte dalla Regione Emilia-Romagna che “costituiscono un passo avanti nell’efficienza in caso di qualsiasi calamità naturale, – spiega Casali – compreso il terremoto”.