AIDS, Medici Senza Frontiere: l’acceso ai farmaci l’unica via per vincere il virus

Msf tratta persone affette da Hiv/Aids dalla fine degli anni Novanta e oggi supporta il trattamento per oltre 250.000 in 19 Paesi, soprattutto in Africa

Garantire la disponibilità di farmaci antiretrovirali è cruciale per realizzare l’obiettivo dell’Unaids ’90-90-90′, ma il traguardo non sarà raggiungibile senza un’azione combinata in grado di assicurare a tutte le persone sieropositive, ovunque si trovino, un accesso adeguato ai test per la diagnosi dell’infezione, l’avvio al trattamento di qualità (a un prezzo accessibile anche nel caso di fallimenti terapeutici), un supporto per favorire l’aderenza alle cure per tutta la vita e il monitoraggio della carica virale. Lo afferma Medici senza frontiere nella Giornata mondiale contro l’Aids. Nella sola Africa occidentale e centrale, ancora oggi meno del 30% delle persone ha accesso alle cure che sono fondamentali per diminuire la trasmissione del virus. “Il mancato o incostante approvvigionamento di farmaci, specialmente nelle aree rurali, troppo spesso impedisce l’inizio o il mantenimento della terapia, mina l’aderenza del singolo paziente e pone un grave ostacolo per vincere la lotta globale contro l’Hiv”, dichiara Vittoria Gherardi, responsabile medico di Msf. I dati raccolti nei progetti di Medici senza frontiere dimostrano che i pazienti idonei ed eleggibili alla terapia antiretrovirale la iniziano e la portano avanti se ne avranno l’opportunità. Un esempio positivo è quello di Epworth, un quartiere di circa 20.000 persone alla periferia di Harare, in Zimbabwe. Nel 2006 Msf vi ha iniziato a fornire assistenza medica di base in collaborazione con il ministero della Salute, avviando un programma per l’Hiv dopo la scoperta che il tasso di diffusione del virus nell’area superava la media nazionale. Nell’arco di 10 anni, più di 30.000 pazienti in Zimbabwe hanno ricevuto cure mediche gratuite nella Clinica di Epworth. Da quando il programma ha avuto inizio, la diffusione dell’Hiv si è ridotta da un livello massimo del 30% nel 2000 al 15%, e oggi più di 1.000 pazienti sieropositivi hanno formato gruppi di supporto nella comunità. La struttura, inoltre, è diventata un vero e proprio punto di riferimento per la popolazione. Fornisce il trattamento a migliaia di pazienti con l’Hiv, assicurando loro l’accesso a cure mediche gratuite e di alta qualità, e sostiene i gruppi comunitari per la Tb e l’Hiv. Msf tratta persone affette da Hiv/Aids dalla fine degli anni Novanta e oggi supporta il trattamento per oltre 250.000 in 19 Paesi, soprattutto in Africa.