AIDS, vero e falso: ecco tutti i falsi miti

Aids e Hiv, qual è la differenza?

È pericoloso vivere nello stesso ambiente di una persona sieropositiva o di un malato di Aids? E se si beve dallo stesso bicchiere? E basta un solo rapporto sessuale a rischio per essere contagiati? Avere le idee chiare su come si trasmette il virus Hiv è molto importante, sia per non esporsi a rischi sia per non essere condizionati da falsi miti. L’Istituto superiore di sanità fornisce sul suo sito tutte le informazioni per chi abbia un qualsiasi dubbio.

Aids e Hiv, qual è la differenza?

L’Hiv può penetrare attraverso la pelle integra? No, perché la pelle è una protezione, un ‘rivestimento’, una barriera per il nostro organismo.
È pericoloso vivere nello stesso ambiente di una persona sieropositiva o di un malato di Aids? No, perché la condivisione di ambienti di vita, il contatto sociale ordinario, lo scambio di vestiti, la stretta di mano, non comportano alcun rischio di contagio.
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L’infezione da Hiv può trasmettersi attraverso il bacio ‘profondo’? No, salvo il caso in cui la persona sieropositiva abbia lesioni e sanguinamenti delle mucose orali macroscopicamente visibili. In tal caso, il contatto durante il bacio non è più solo con la saliva, ma anche con il sangue.
Si può contrarre l’infezione bevendo con lo stesso bicchiere o mangiando nello stesso piatto di persone sieropositive? No, perché la saliva non trasmette questo virus.
Le lacrime e il sudore sono in grado di trasmettere l’infezione da Hiv? No, le lacrime, il sudore, la saliva, ma anche l’urina, le feci, il vomito e le secrezioni nasali non trasmettono l’infezione da Hiv.
Si può contrarre l’infezione usando il rasoio o lo spazzolino da denti di persone sieropositive? No, perché l’infezione da HIV si trasmette attraverso un contatto ‘diretto’ con il sangue infetto. Tuttavia, è buona norma igienica, non usare strumenti personali in comune, indipendentemente, dalla conoscenza dello stato di sieropositività dell’altro.
Si può trasmettere l’infezione attraverso gli strumenti usati dal dentista? No, perché il dentista deve utilizzare strumenti sterilizzati oppure strumenti usa e getta (monouso).
Gli insetti e gli animali domestici possono trasmettere l’infezione? No, perché non è possibile la trasmissione uomo/animale e viceversa. Questo virus, infatti, si può trasmettere solo da un essere umano infetto a un altro.
Un bambino sieropositivo può contagiare un altro bambino sano? No, nessun bambino si è mai contagiato nei contatti sociali con un bambino sieropositivo. Anzi è il bambino sieropositivo, che avendo un sistema immunitario compromesso, rischia di contrarre più facilmente le tipiche patologie infettive dell’infanzia.
Sì può trasmettere l’infezione attraverso asciugamani, lenzuola e sedili del water? No, perché la condivisione di questi oggetti non comporta alcun rischio di contagio. E non si può trasmettere neanche attraverso morsi, graffi, colpi di tosse o in palestre, piscine, docce, saune, gabinetti, scuole, asilo, luoghi di lavoro, ristoranti, bar, cinema, locali pubblici e mezzi di trasporto.
Il virus si può trasmettere attraverso punture accidentali di aghi o siringhe abbandonate per strada? No, non si può trasmettere in questo modo, in quanto il virus fuori dal corpo umano, esposto alle normali condizioni ambientali, perde la capacità infettante.
La persona con Hiv mostra segni/sintomi dell’infezione? Non sempre in quanto lo stato di infezione può mantenersi a lungo senza alcun sintomo.

aidsCOME SI TRASMETTE QUINDI L’INFEZIONE DA HIV?
Contatto sessuale: rapporti vaginali, anali, oro-genitali praticati e contatto diretto tra genitali non protetti dal preservativo. Tale trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido precoitale, sperma, sangue) e mucose anche integre, durante i rapporti sessuali. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono far aumentare il rischio di contagio. Il coito interrotto non protegge dall’Hiv, così come l’uso della pillola anticoncezionale, del diaframma, dell’anello vaginale e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio.
Le pratiche di petting (insieme di pratiche ed effusioni di natura sessuale, quali bacio, masturbazione, sfregamento dei genitali, carezze reciproche, ma che non prevedono rapporti sessuali penetrativi completi) possono essere a rischio nel momento in cui bocca, pene, vagina o ano vengano a contatto con liquidi genitali, quali secrezioni vaginali, secrezioni precoitali, sperma e/o con sangue.
I rapporti anali sono a maggior rischio perché la mucosa anale è molto fragile ed in tale pratica si possono creare delle ferite/microlesioni che potrebbero aumentare la possibilità del passaggio del virus.
I rapporti sessuali con più partner non aumentano i rischi di infezione se si usa correttamente il preservativo. Infatti, il preservativo usato correttamente, è il mezzo più sicuro per la prevenzione. Usare correttamente il preservativo significa indossarlo, sin dall’inizio, per tutta la durata fino al termine del rapporto senza che si rompa o che si sfili. Quindi i rapporti sessuali con una persona sieropositiva non sono a rischio se viene usato il preservativo in modo corretto.
Il rapporto oro-genitale è a rischio solo per la persona che mette la propria bocca (rapporti oro-genitali praticati) a contatto con i genitali di un partner sieropositivo. Tuttavia, potrebbe risultare a rischio anche per chi subisce il rapporto (persona che mette i propri genitali a contatto con la bocca dell’altro) se il partner ha ferite aperte e sanguinanti in bocca, tanto da lasciare tracce copiose ed abbondanti di sangue sui genitali del partner.
Contatto con sangue infetto: scambio di siringhe, trasfusioni di sangue o di prodotti di sangue infetti e/o trapianti di organi infetti, utilizzo di strumenti infetti. Contatto diretto tra ferite cutanee, profonde, aperte e sanguinanti, schizzi di sangue o di altri liquidi biologici sulle membrane/mucose (come gli occhi). Quindi sono a rischio di infezione coloro che assumono droghe per via endovenosa solo se scambiano siringhe e oggetti per la preparazione della droga.
Trasmissione verticale: da madre sieropositiva a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno. Per questo motivo, attualmente, le donne sieropositive in gravidanza assumono terapia antiretrovirale, partoriscono tramite parto elettivo cesareo ed evitano l’allattamento al seno a favore dell’allattamento artificiale. Viene, inoltre somministrata la terapia antiretrovirale anche al bambino. In questo modo si riduce, notevolmente, il rischio di contagio per il bambino. (AdnKronos)