Artico, novembre 2016: ghiaccio marino ai minimi storici

I dati rilevati da CryoSat hanno mostrato una diminuzione del volume di ghiaccio marino presente nell'Artide di circa il 10% rispetto a qualsiasi altro novembre

I dati rilevati da CryoSat, il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), hanno mostrato una diminuzione del volume di ghiaccio marino presente nell’Artide di circa il 10% rispetto a qualsiasi altro novembre. CryoSat, utilizza un radar altimetrico per analizzare le variazioni della superficie dei ghiacciai nei minimi dettagli, permettendo agli scienziati di registrare i cambiamenti volumetrici con estrema precisione. Queste osservazioni, come spiega l’Agenzia Spaziale Italiana, sono di vitale importanza per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e sono una risorsa essenziale per gli operatori marittimi che navigano sempre più nelle gelide acque delle regioni polari della Terra.

Il National Show and Ice Data Centre, in America, sostiene che la perdita volumetrica di ghiaccio nella regione artica abbia fatto registrare quota – 4,1 km quadrati rispetto all’anno precedente. Ma dai dati rilevati da CryoSat emerge che – a fine estate – lo spessore del ghiaccio marino era di circa 116 cm,  una quantità superiore rispetto al 2011. Tuttavia nelle zone meridionali – come il Beaufort, i mari di Kara e della Siberia orientale – se ne è registrata una forte diminuzione.

“Dal momento che CryoSat riesce a misurare lo spessore del ghiaccio marino dell’Artide, in autunno potrà darci un quadro molto più chiaro di come è andata durante l’estate” ha detto Rachel Tilling, presso il Centre for Polar Observation and Modelling(CPOM), nel Regno Unito. “Ogni Settembre, dopo aver raggiunto il suo volume minimo, il ghiaccio solitamente tende a crescere; quest’anno la crescita è stata molto più lenta di quanto ci si aspettava, probabilmente perché questo inverno è stato più caldo del solito”.

Poiché la richiesta di informazioni sulle condizioni climatiche dell’Artide sta aumentando, CryoSat è diventato una fonte essenziale di informazioni per gli stakeholder polari, ovvero per i servizi di previsione del ghiaccio e per gli scienziati che studiano gli effetti dei cambiamenti climatici.

“Nei suoi sei anni di vita, abbiamo imparato molto di più da CryoSat che da qualsiasi altra missione satellitare” ha commentato Andrew Sheperd, direttore del CPOM e principale consulente scientifico della missione CryoSat. “Per capire il ruolo che il ghiaccio artico gioca nel sistema climatico e le restrizioni che esso impone alle operazioni marittime, dobbiamo garantire questo tipo monitoraggio anche in futuro”. Nelle prossime settimane, il CPOM prevede di rilasciare una valutazione completa sulle condizioni del ghiaccio marino durante tutto il 2016.