Pacchetto energia, pioggia di critiche sulle proposte dell’Ue: dagli ambientalisti all’industria molti dubbi

Ecco le critiche principali che le organizzazioni ambientaliste rivolgono al maxipacchetto energia pulita presentato oggi dalla Commissione Ue

Poca ambizione negli obiettivi e troppe “lacune” che favoriscono le energie da fonti fossili. Sono queste le critiche principali che le organizzazioni ambientaliste rivolgono al maxipacchetto energia pulita presentato oggi dalla Commissione Ue. Di “occasione persa” parla il Climate Action Network, mentre per il Wwf Europa “e’ il meglio che la Commissione poteva proporre date le circostanze politiche ma troppo poco per i cittadini e per rispettare gli impegni di Parigi“. Per gli industriali di BusinessEurope, invece, si tratta di “obiettivi non realistici ne’ redditizi”. Altre organizzazioni si concentrano sul fronte bioenergie, come il Corporate Europe Observatory, che si unisce ad altre 130 associazioni nel denunciare una “proposta che non esclude le bioenergie prodotte su larga scala dalla definizione di energia rinnovabile“.

Il Beuc, associazione delle organizzazioni dei consumatori europee, vede nel pacchetto aspetti positivi, come lo sforzo di rendere le bollette piu’ chiare e il rinnovato impegno sulla riduzione dei consumi di alcuni dispositivi elettrici. Ma anche “punti interrogativi” come, ad esempio, sui sussidi alle rinnovabili “frenati” dalle proposte di Bruxelles. “Pronto a lavorare con l’Esecutivo e il Consiglio” si dice Jerzy Buzek, presidente della commissione industria dell’ Europarlamento. Associazioni del settore delle rinnovabili come Wind Europe parlano di un pacchetto “piu’ buono che cattivo”, ma chiedono “un target al 30% e un vero impegno dei Paesi membri”. In una nota congiunta, quattro associazioni di categoria dell’industria delle biomasse (Aebiom, Egec, Ehpa e Estif), lamentano che “nel settore del riscaldamento, la proposta della Commissione non rimuova le lacune normative che supportano nuove installazioni di combustibili fossili”. Il Copa-Cogeca, che tutela gli interessi di agricoltori e agro-cooperative in Ue, invece, “respinge i piani di tagliare di quasi la meta’ l’impiego di biocarburanti”.