Riprende la caccia alle onde gravitazionali: riaccesi negli USA gli interferometri gemelli LIGO

Riaccesi negli USA gli interferometri gemelli LIGO. Dopo la scoperta delle onde gravitazionali, gli scienziati possono adesso esplorare i segreti del Cosmo attraverso un nuovo messaggero

Riprende la caccia alle onde gravitazionali, le minuscole increspature dello spazio-tempo teorizzate un secolo fa da Albert Einstein. Dopo una serie di miglioramenti e test, a fine novembre sono tornati in funzione gli interferometri gemelli LIGO (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory), a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello stato di Washington.

Sono le sofisticate orecchie con le quali gli scienziati delle Collaborazioni LIGO e VIRGO – che fa capo a EGO (European Gravitational Observatory), fondato a Càscina, nella campagna pisana, dall’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e dal CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) – lo scorso 14 settembre 2015 hanno ascoltato per la prima volta il debole brusìo delle onde gravitazionali, dandone l’annuncio al mondo l’11 febbraio 2016.

Generati dall’abbraccio fatale tra due buchi neri di alcune decine di masse solari, queste perturbazioni della trama del Cosmo hanno aperto una nuova finestra sull’Universo, segnando l’alba della cosiddetta astronomia gravitazionale.

Numerosi i miglioramenti effettuati sugli interferometri USA: dai laser, all’elettronica, fino agli specchi. Modifiche che ne hanno aumentato, ad esempio, la stabilità contro il vento e i tremori sismici. “Grazie a una maggiore sensibilità e a un periodo di osservazione più prolungato del precedente (da metà settembre 2015 a metà gennaio 2016) – spiega Dave Reitze, del Caltech, uno dei responsabili di LIGO -, osserveremo probabilmente più collisioni tra buchi neri, e a una distanza maggiore, migliorando così le nostre conoscenze su questi oggetti cosmici”.

Le due antenne LIGO, la prossima primavera, saranno affiancate dalla versione avanzata dell’interferometro VIRGO. Insieme –spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – garantiranno quella triangolazione del segnale necessaria agli scienziati per capire da quale regione del Cosmo hanno origine le onde gravitazionali captate da questi sensibilissimi strumenti. Talmente sensibili, da essere disturbati dallo sciabordìo del mare a chilometri di distanza.