Terremoto: “La Basilica di Norcia deve essere ricostruita bene per evitare nuovi crolli”

Le dichiarazioni rilasciate dallo storico dell'arte Romano Cordella profondo conoscitore dei tesori artistici e culturali di Norcia

Romano Cordella, storico dell’arte e profondo conoscitore dei tesori artistici e culturali di Norcia e dell’intera Valnerina, ha dichiarato “La basilica di San Benedetto venga ricostruita in modo che in futuro non sia piu’ soggetta a nuovi crolli”.

“E se le esigenze di staticita’ dovessero suggerire una ricostruzione poco fedele alla basilica cosi’ come la ricordiamo prima che si sbriciolasse con la scossa del 30 ottobre, non avrebbe molta importanza – spiega all’ANSA -: l’identita’ della casa di San Benedetto sara’ garantita dalla facciata, ormai icona mondiale di questo sisma”.

La Basilica dovrebbe tornare come era il 29 Ottobre, in quanto “Questa e’ la quarta volta che sara’ ricostruita e afferma -, a parte la facciata che risale all’eta’ tardogotica che piu’ o meno ha sempre resistito ai vari terremoti, il resto di originale non aveva molto. A questo punto credo che sia piu’ importante una ricostruzione figlia della staticita’ che dell’estetica, non possiamo lasciare alle future generazioni l’incombenza di ricostruirla di nuovo, qualora in questa citta’ la terra dovesse tornare a tremare con questa violenza”.

“Nel terremoto del 1703 – dice -, in quello del 1730 e del 1859 e questo significa che la sua originalita’ e’ andata perduta nel tempo: ma certo, ricostruire nella maniera piu’ fedele possibile il campanile e il ‘portico delle misure’ avrebbe molta importanza”.

Temo per la stabilita’ della facciata – afferma – con il suo splendido rosone. So che stanno facendo il massimo per creare le giuste condizioni per metterla in sicurezza, ma occorre fare presto. Se dovesse esserci una nuova scossa potrebbe crollare tutto e con la facciata che ormai e’ ridotta a una vela, crollerebbe per sempre anche la vera identita’ della citta’ di Norcia e sarebbe un dramma per la storia, l’arte e l’appartenenza a questo territorio”.

“Adesso c’e’ ancora molta voglia di tornare – dice -, ma se i cittadini si tengono lontano dalla propria terra per molto tempo si rischia di perdere le proprie radici e quindi si favorisce l’idea di ricominciare una propria vita altrove. C’e’ gia’ chi ha avviato delle imprese nei centri in cui oggi e’ ospitato, questo da una parte e’ importante e meritevole, ma dall’altra rischia di avviare, nel lungo periodo, un processo di spopolamento della citta’”.

Adesso sono alloggiato a Spoleto, ma appena sara’ possibile torno. Abbiamo un impegno preciso: salvaguardare l’identita’ culturale e ricostruire il futuro”.