Terremoto: Preci rinuncia ai container per gli sfollati

Nonostante sia uno dei territori più vicini all'epicentro del recente Terremoto, a Preci i container non arriveranno per volere del Comune

LaPresse/Mario Sabatini

Nonostante sia uno dei territori più vicini all’epicentro del recente Terremoto, a Preci i container non arriveranno per volere del Comune. Il sindaco Pietro Bellini ha infatti optato per una scelta diversa per le circa 400 persone prive di alloggio a causa dei terremoti che si sono susseguiti dal 24 agosto. “Abbiamo fin da subito cercato una soluzione più stabile – ha spiegato all’ANSA – sia dei container sia soprattutto delle tende. Abbiamo quindi utilizzato le strutture del 1997 e ci siamo avvalsi dei posti letto messi a disposizione dalle strutture ricettive agibili che sono presenti nel nostro comune”. Il piccolo comune dell’Appennino conta 750 abitanti. “Fin dal 24 agosto – ha detto ancora Bellini – siamo riusciti a dare una sistemazione stabile alla nostra gente, gli edifici della Caritas e della Protezione civile hanno resistito benissimo al sisma e questo ha permesso di ridurre i disagi”.

Al momento l’amministrazione comunale è impegnata a trovare una sistemazione definitiva, in attesa delle casette di legno, per una decina di persone. “Contiamo di farlo – afferma il sindaco – già nelle prossime ore perché abbiamo già individuato la soluzione. Queste dieci persone si trovano comunque nel centro Caritas e hanno tutta l’assistenza necessaria, tanto che alcuni non sono proprio sicuri di volere un altro alloggio”. Anche a Preci sono intanto iniziati i sopralluoghi per definire l’agibilità o meno degli edifici pubblici e privati e si sta lavorando per creare l’area dove saranno installate le casette di legno. Nelle frazioni di Corone, Castel Vecchio e Piedivalle saranno sistemate là dove furono già messe dopo il sisma di 19 anni fa.