Terremoto, la psicologa: “Rischio di attacchi di panico, bisogna agire sulla respirazione”

"Le ultime scosse di terremoto hanno portato una nuova ondata di paura tra le persone, e per chi ha un vissuto traumatico non risolto il pericolo di rimanere vittima di attacchi di panico è molto alto"

“Non serve vedere crollare una casa per essere assaliti da paura e attacchi di panico. Le ultime scosse di terremoto hanno portato una nuova ondata di paura tra le persone, e per chi ha un vissuto traumatico non risolto legato al terremoto il pericolo di rimanere vittima di attacchi di panico è molto alto”. Lo spiega Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) che ha messo in campo i suoi psicologi per accogliere anche a Roma le persone in stato di allarme post-sisma. Per informazioni telefonare allo 06-64824008.

“Bisogna stare accanto ai terremotati – esorta l’esperta – per aiutarli a gestire gli eventuali attacchi di panico che le ultime scosse potrebbero innescare. Per gestire la paura, che dilaga anche a Roma – suggerisce Vinciguerra – bisogna concentrarsi sulla respirazione che è l’elemento più importante per abbassare la carica di adrenalina che questo stato di allarme stimola. Non bisogna chiudersi nella speranza di contenere l’ansia. Chi è nei territori terremotati deve aprirsi, parlare con gli psicologi attivi sul posto”, invita l’esperta. “La paura della paura è l’elemento scatenante per produrre un innalzamento dell’adrenalina – precisa la psicologa – e quindi sviluppare una serie di sintomi che a loro volta ci spaventeranno. Potrebbero arrivare batticuore, senso di soffocamento, parastesia. Sono solo sintomi che rappresentano una risposta al nostro apparato sensoriale, nulla di grave per il nostro fisico. Ma tutto questo va controllato e gestito con la respirazione”.