Gli “occhi” di COSMO-SkyMed puntano l’Alaska: il minaccioso vulcano Bogoslof sotto osservazione

La costellazione italiana di satelliti con 'occhi' radar ha osservato le attività esplosive del vulcano Bogoslof nel mare di Bering

A sinistra, l'isola di Bogoslof ripresa da COSMO-SkyMed nel 2008, a destra l'aspetto attuale assunto dopo le eruzioni vulcaniche

Gli ‘occhi’ di COSMO puntano l’Alaska. La costellazione COSMO-SkyMed – il sistema di 4 satelliti messo in orbita dall’Italia per tenere sotto controllo il pianeta Terra attraverso l’osservazione in banda X, effettuata con sensori radar ad apertura sintetica – ha preso di mira il violento Bogoslof, lo stratovulcano sottomarino dall’indole esplosiva, emerso dalle acque del Mare di Bering, che dal 12 dicembre dello scorso anno ha ripreso a far parlare di sé con una serie di attività eruttive.

Il minaccioso vulcano, situato nell’arcipelago delle Aleutine, in Alaska, si è reso protagonista di eventi esplosivi che hanno causato cambiamenti significativi nella forma della piccola isola – ovvero nella morfologia di ciò che affiora della montagna sottomarina.

Le immagini acquisite dalla costellazione di COSMO-SkyMed spiega l’Agenzia Spaziale Italiana  documentano la fase pre e post eruttiva, svelando i mutamenti in corso. “ Ancora una volta il Sistema COSMO-SkyMed ha dimostrato di svolgere un ruolo unico nel panorama internazionale di Osservazione della Terra: COSMO ad oggi rappresenta l’unica costellazione a quattro satelliti operativa, in grado di acquisire dati radar interferometrici sulla stessa zona di interesse a sole 24 ore di distanza”, ha commentato il Responsabile di Missione Alessandro Coletta.

Nelle prime settimane, gli eventi sono stati caratterizzati da una ‘batteria’ di esplosioni di breve durata (sotto i 10 minuti), 27 delle quali hanno generato nubi di polveri e lava che hanno messo a rischio il trasporto aereo regionale.

Il massimo del pericolo è stato raggiunto tra il 30 e il 31 gennaio 2017, quando le emissioni di cenere sono state più dense, probabilmente a causa del blocco creato dal materiale interposto tra il condotto vulcanico e il mare.

Le attività scientifiche sul vulcano Bogoslof sono state condotte nell’ambito del CEOS Working Group on Disasters, in particolare nel Volcano Pilot Project guidato da Mike Poland dell’USGS e Simona Zoffoli dell’Agenzia Spaziale Italiana. Gli sviluppi di queste attività verranno presentati nel corso del 7th CEOS Working Group on Disasters meeting che si terrà presso l’Agenzia Spaziale Italiana nei giorni 14-16 Marzo 2017.