Non solo politica, Churchill pensava a spazio e vita aliena: ecco il testo che ne mostra le teorie d’avanguardia per l’epoca

Winston Churchill. Non solo un grande leader in tempo di guerra e uno dei politici più influenti del 20° secolo, ma anche un grande sostenitore della scienza

Winston Churchill. Non solo un grande leader in tempo di guerra e uno dei politici più influenti del 20° secolo, ma anche un grande sostenitore della scienza, dimostrandosi in grado di ragionare in modo scientifico senza perdere di vista l’importanza di valori morali ed umani. A rivelare queste sue doti è un articolo scritto nel 1939 dallo stesso Churchill sulla possibilità che esistano civiltà aliene, rimasto inedito e di cui è entrato in possesso l’astrofisico e scrittore Mario Livio, che lo commenta sulla rivista Nature. Il saggio di 11 pagine non fu mai pubblicato e fini’ negli anni ’80 al National Churchill Museum di Fulton, nel Missouri, dove l’anno scorso il direttore del museo lo ha dato a Livio perche’ lo esaminasse.

”In un’epoca in cui i politici di oggi rifiutano la scienza, trovo commovente ricordare un leader che si e’ impegnato cosi’ profondamente per questa disciplina”, sottolinea l’astrofisico all’ANSA. Due sono le cose piu’ sorprendono da questa lettura, secondo Livio: ”Primo il fatto che fosse cosi’ interessato anche alla ricerca della vita nell’universo, tanto da scriverne. Di lui infatti era noto l’interesse per la scienza applicata alla guerra”. E l’altro, continua Livio, ”e’ il suo modo di ragionare, perche’ pensa come un astrofisico di oggi”. Nel suo scritto infatti parte chiedendosi se c’è vita li’ fuori, quali sono le caratteristiche piu’ importanti per la vita (nella sua visione ”la capacita’ di riprodursi e moltiplicarsi”), e cosa le e’ necessario. ”Arriva cosi’ alla necessita’ dell’acqua liquida, e in che condizioni puo’ aversi’‘. Un punto questo che e’ alla base delle attuali ricerche di vita extratterestre, su Marte, le lune di Saturno, Giove o i pianeti extrasolari. Churchill arriva anche a definire quella che oggi e’ nota come zona abitabile, concludendo che Marte e Venere siano gli unici pianeti del Sistema solare che possono ospitare la vita, e che una vasta frazione di pianeti extrasolari possono essere della dimensione giusta per mantenere l’acqua in superficie. ‘‘Il suo e’ un esempio che dovrebbero seguire gli attuali leader politici – prosegue – nominando dei consiglieri scientifici. Ci sono sfide oggi, come il cambiamento climatico, le risorse alimentari e le malattie che richiedono l’apporto della scienza per loro soluzione”. Tutto questo senza dimenticare di capire, come avvertiva Churchill, ”l’umanita’, altrimenti si rischia di operare in un vuoto morale. E Churchill, dopo la bomba atomica, lo aveva capito”.