Osservazione della Terra: uno sguardo congiunto sui ghiacci antartici

Lo "sguardo" dei satelliti si posa sui ghiacci di Halloween

Credit: NASA

Lo “sguardo” dei satelliti si posa sui ghiacci di Halloween. Dopo la comparsa di una profonda crepa sulla superficie antartica, gli “occhi” della costellazione italiana COSMO-SkyMed e quelli delle vedette europee Sentinel 1 e 2 si posano sulla minacciosa faglia di Halloween Crack, che dall’ottobre scorso, al ritmo di 600 metri al giorno si amplia, minacciando la sicurezza della stazione di ricerca della British Antarctic Survey Halley VI.

Sulla base dei dati forniti dai satelliti Sentinel – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – l’avamposto sud – ora a soli 17 chilometri di distanza dalla crepa polare – è stato momentaneamente chiuso per ragioni di sicurezza, in attesa di comprendere l’evoluzione degli eventi. Le recenti sequenze registrate dai Sentinel e processate da Enveo – società che si occupa di processare i dati satellitari per studiare la criosfera – hanno dipinto un quadro complesso e poco rassicurante. Lo studio tuttavia si rivelerà utile per sviluppare modelli che permettano di comprendere a fondo le dinamiche di tali fenomeni.

Le informazioni, raccolte e analizzate quasi in tempo reale, sono state acquisite programmando la “famiglia” Sentinel in una modalità operativa tale da scattare foto ad ogni sorvolo, così da avere più chances di riprendere la superficie senza la copertura delle nubi.

Gli “occhi” di COSMO-SkyMed invece – dotati di sensori radar ad apertura sintetica operanti in banda X, in grado di osservare la Terra in qualsiasi condizione metereologica – hanno tenuto di mira l’area interessata insieme ad un’altra zona critica, quella in cui si muove Larsen C, la piattaforma di ghiaccio grande quanto la Liguria che minaccia di staccarsi dall’Antartide per effetto dei cambiamenti climatici. Se la frattura si verificasse (adesso a separare la lastra di ghiaccio dal mare aperto ci sono solo 20 chilometri) prenderebbe il largo uno dei più grandi iceberg mai individuati (una montagna di 5 mila metri quadri). La situazione viene monitorata da COSMO dallo scorso dicembre.

Il laboratorio Halley IV, progettato per essere spostato in caso di necessità, era stato già mosso di 23 chilometri verso l’interno proprio per scongiurare pericoli nel corso dell’ultima estate antartica, quando un altro baratro aperto tra i ghiacci aveva cominciato a destare preoccupazione. A regime, nella stazione risiedono circa 70 persone nella stagione di luce e meno di 20 in inverno.