Spazio, l’astrofisico ESA: “Fra 18 mesi lanceremo una sonda su Mercurio, l’Italia è uno dei pilastri dell’ESA”

All'interno dell'Agenzia spaziale europea l'Italia ha un ruolo molto forte insieme a Germania, Inghilterra e Francia, "fra un anno e mezzo lanceremo una sonda su Mercurio"

All’interno dell’Agenzia spaziale europea l’Italia ha un ruolo molto forte insieme a Germania, Inghilterra e Francia: “Ci sono moltissimi colleghi italiani che lavorano all’Esa, tra dirigenti e ingegneri e l’industria italiana ha un ruolo fondamentale. L’Italia è uno dei pilastri dell’Agenzia spaziale europea in tutti i programmi che stiamo portando avanti. Fra un anno e mezzo lanceremo una sonda su Mercurio, una missione in cui la nostra presenza scientifica e’ molto significativa e una sonda vicino al sole”. Lo ha detto Fabio Favata, astrofisico palermitano di origine, responsabile della pianificazione e coordinazione del programma scientifico dell’Esa, a margine della sua conferenza a Esperienza InSegna, la manifestazione scientifica arrivata alla decima edizione, in corso al Polididattico, in viale delle Scienze.

“Oggi, visto che il tema della manifestazione e’ l’ambiente, ho parlato del clima della Terra, come si evolve, come si e’ evoluto e qual e’ il clima sugli altri pianeti del sistema solare – ha spiegato – Ho affrontato cosa possiamo imparare guardando Marte e Venere, com’era la Terra in passato e come sara’ in futuro”. “Quello dei rifiuti spaziali e’ un problema che non danneggia apparentemente l’ambiente terrestre, ma potrebbe diventare in futuro un rischio in termini di accessibilita’ dello spazio. – ha sottolineato – La nostra vita quotidiana è basata sulle infrastrutture spaziali. Chiunque di noi in tasca ha un cellulare con Gps. Se i rifiuti spaziali dovessero rendere inaccessibile l’orbita terrestre, ed e’ un rischio reale, le infrastrutture spaziali verrebbero a crollare, dalle telecomunicazioni alle geolocalizzazioni, alle trasmissioni dati. Ecco perché stiamo facendo di tutto per evitare di introdurre nuovi rifiuti nello spazio, che poi possono ricadere lentamente nell’atmosfera. Dobbiamo evitare che questo diventi un problema esplosivo”. Favata, 54 anni, palermitano laureato in fisica all’Università di Palermo, è all’Agenzia spaziale europea dal 1989. Per i primi 15 anni della propria carriera ha svolto attivita’ di ricerca, da circa dieci si occupa della gestione del programma scientifico dell’Esa, attualmente è responsabile della pianificazione e coordinazione del programma scientifico dell’ente, dell’interfaccia con le delegazioni dei paesi membri e della negoziazione programmatica con i partner internazionali (Nasa, agenzie spaziali di Giappone, Russia, Cina).