Dj Fabo, Cappato: “Mi ha chiamato per non coinvolgere chi amava”

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“Attendo arrivi l’avviso di garanzia e sono pronto a assumermi la responsabilità fino in fondo per aver aiutato Fabo”. “La ragione per cui lui mi ha chiamato per non coinvolgere nella responsabilità le persone che amava”. Sono le parole di Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, indagato per aiuto e istigazione al suicidio di Fabiano Antoniani, durante una conferenza stampa davanti a Montecitorio, organizzata per chiedere di non posticipare l’arrivo in aula del ddl sul testamento biologico.

“Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte della magistratura”, precisa Cappato, che spiega poi cosa a riferito ai Carabinieri della Compagnia Duomo, a Milano, dove ieri è andato ad autodenunciarsi. “Ho raccontato di aver fatto salire Fabo con la sua carrozzella nella sua macchina e aver guidato la macchina fino a Zurigo”. Una disobbedienza civile, spiega, che di fatto è stata reiterata. “Ai Carabinieri ho detto anche quello che ho fatto lo scorso anno per Dominique Velati, ovvero le abbiamo pagato il biglietto per andare in Svizzera a morire. Dissi allora che lo avrei rifatto, annunciando una reiterazione del reato”. Quindi ha aggiunto di esser pronto a ripetere il gesto di disobbedienza civile. “Sono contento di fornire questo tipo di aiuto a altre due persone che hanno avuto appuntamento per recarsi in Svizzera per le stesse ragioni. Questo aiuto da parte mia ci sara'”.

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