Il Trifoglio, la “pianta sacra” dell’Equinozio di Primavera

E’ passata solo da poche ore la Festa di San Patrizio, celebrata il 17 marzo, nel giorno presunto della morte del Santo; proprio in prossimità dell’Equinozio di Primavera, in una sorta di continuità tra la figura del Santo e le tradizioni Druidiche. Dobbiamo risalire ai Druidi, agli antichi sacerdoti-legislatori che insegnavano che esiste un solo Dio: mistico-potente-invisibile, per capire poichè, ancora oggi, si crede che il trifoglio porti fortuna e forse l’altare del “Dio ignoto” che San Paolo vide in Atene, fu probabilmente un altare dei Druidi che credevano che il tre fosse il numero sacro e il trifoglio un sacro simbolo. Ma cosa c’entra tutto ciò con San Patrizio?

TRIFOGLI COPQuando il Santo sbarcò in Irlanda, gli Irlandesi combatterono le sue dottrine, non riuscendo a comprendere soprattutto il mistero della Trinità, finchè un bel giorno San Patrizio utilizzò il trifoglio per spiegare al popolo tale concetto cristiano (3 entità distinte, come le foglioline, riunite in un’unica pianta). Plinio il Vecchio, nei suoi scritti, afferma che il trifoglio è una pianta sacra e magica perché nessun serpente lo tocca… altro punto di contatto con San Patrizio, poiché si narra che egli portò il trifoglio in Irlanda, bandendo dal Paese tutti i serpenti. In realtà, già la tradizione greca e romana assegnarono alla pianta il potere di guarire i morsi dei serpenti e degli scorpioni, da sempre rappresentazioni del Demonio. Venerato dai Druidi, eletto a simbolo della Trinità e della salvezza nell’iconografia cristiana, il trifoglio in Europa è segno di fortuna e prosperità. Il Trifolium pratense (trifoglio comune) è quello che si trova più comunemente nei prati, coltivato nel corso dei secoli come erba da foraggio, fin dall’epoca die Romani, che apprezzavano le sue virtù terapeutiche.

TRIFOGLIODiscoride e Galeno gli attribuivano la proprietà di guarire le ferite provocate dai morsi dei serpenti velenosi; mentre dal XVI secolo in poi la pianta fu usata come febbrifugo, tonico, diuretico, stimolante del mestruo. Ricerche più recenti effettuate negli Stati Uniti prospettano una sua azione anticancerogena. Al trifoglio sono state attribuite anche molte altre funzioni: espettorante, antispastica, antinfiammatoria, regolatrice delle secrezioni ghiandolari, antieczematosa (da cui l’uso contadino di impacchi cutanei nelle dermatiti dei bambini). Infusi con questa erba sono stati impiegati per curare: bronchiti, tossi irritative, fenomeni infiammatori dell’intestino e disturbi legati alla menopausa. Mentre il trifoglio dal fiore bianco produce dei fiori che costituiscono un’ottima fonte di nettare per le api; quello dal fiore giallo, ricordato da Omero nell’Odissea, è sempre stato utilizzato in fitoterapia popolare contro depressione, insonnia e palpitazioni; il Trifolium dubium e la Medicago lupulina sono due tipi di trifoglio selvatico che in Irlanda vengono portati all’occhiello il giorno di San Patrizio; il “lotus del miele” era utilizzato nel XVI in fitoterapia per preparare unguenti contro edemi ed abrasioni cutanee.

TRIFOGLIO 3Successivamente l’infuso dei suoi fiori servì al popolo come collirio per occhi stanchi ed arrossati. Chiamato “sertula campana” dai latini, che lo utilizzavano per ghirlande ornamentali da porre sul capo, e “corona dei re” dagli spagnoli, venne messo negli armadi per profumare la biancheria, fino a quando se ne scoprì la funzione diuretica e disinfettante dovuta ai suoi flavonoidi, l’azione antispastica e sedativa della curanina e la notevole attività antinfiammatoria di un triterpene, la metilotogenina. Attualmente viene usato per uso topico o sotto forma di tisana per combattere colon irritabile, cistiti, uretriti e coliche renali, stati ansiosi e insonnia. Dal trifoglio si estraggono fitormoni, in particolare estrogeni che rallentano il processo di invecchiamento della pelle; attenuano i disturbi della menopausa come le caldane; combattono l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari e la depressione. I fiori hanno un effetto espettorante, ripuliscono le vie aere e curano le affezioni polmonari, la tosse secca, la laringite, la bronchite, la pertosse.