Astronomia: Titano “frizzante”, sulla più grande luna di Saturno le bollicine non mancano

Un team di ricerca guidato dal Cnrs francese ha scoperto che dai fondali di Ligeia Mare, oceano di Titano, risalgono bolle d’azoto

Credit: NASA/JPL

Sulla più grande luna di Saturno verrebbero molto bene i cocktail effervescenti: le bollicine, ingredienti principali per bevande frizzanti, non mancano.

È l’ultima scoperta realizzata grazie alla sonda Cassini, che si sta avvicinando sempre di più al satellite naturale Titano per preparare i suoi tuffi finali tra gli anelli di Saturno.

Un team di ricerca guidato dal Cnrs francese – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – ha utilizzato i dati dell’orbiter NASA per analizzare la composizione del Ligeia Mare, trovando per la prima volta la presenza di bolle d’azoto che di tanto in tanto risalgono la superficie del remoto oceano, rendendola effervescente.

I risultati, pubblicati su Nature Astronomy, mostrano in particolare la presenza di una miscela di azoto, metano ed etano, che talvolta è instabile a causa delle condizioni di pressione e temperatura nelle profondità di Ligeia Mare.

Questo fa sì che i liquidi in superficie si mescolino con quelli più in profondità: la miscela ricca di azoto presente negli strati superiori si fonde così con l’etano contenuto negli strati inferiori del mare di Titano. A questo punto, arrivati verso il fondo, i liquidi si separano per effetto della pressione, e risalgono in superficie sotto forma di bolle di azoto gassoso.

Ecco come nasce il cocktail frizzante naturale della luna di Saturno: direttamente nei meandri dell’oceano titanico, a una profondità compresa tra i 100 e i 200 metri.

Secondo gli autori dello studio, le bolle effervescenti possono raggiungere un diametro fino a 4 centimetri, e il fenomeno si verifica su regioni estese per centinaia di chilometri quadrati sulla superficie del mare di Ligeia Mare.

Si tratterebbe però di un effetto transitorio, il che spiega perché questo spumeggiante risalire dell’azoto non sia stato rilevato in precedenza dal radar a bordo di Cassini.