Carcinoma del polmone sempre più rosa: +34% di casi in 13 anni

Nel 2016 i tumori hanno colpito 176.200 italiane e oggi 1 milione e 700 mila donne vivono dopo la diagnosi

Nel 2016 i tumori hanno colpito 176.200 italiane e oggi 1 milione e 700 mila donne vivono dopo la diagnosi. Le percentuali di guarigione sono in costante aumento, infatti il 63% delle pazienti può affermare di aver sconfitto la malattia, addirittura con tassi dell’85% per il cancro al seno. Nota dolente l’adesione ai programmi di screening, che rimane scarsa, soprattutto in alcune aree del Paese. A tracciare il quadro è l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che aderisce alla II ‘Giornata nazionale della salute della donna’, promossa dal ministero della Salute e in programma domani.
“Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per affrontare la malattia ma è essenziale migliorare l’adesione agli screening – spiega Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom – Nel 2015 sono state invitate circa 1 milione e 728 mila italiane a eseguire la mammografia, ma solo il 55% ha aderito. Preoccupa in particolare la differenza fra nord (63%), centro (56%) e sud (36%)”.
“Ancora insufficiente anche l’adesione al Pap-test per l’individuazione del tumore della cervice uterina – prosegue Pinto – uno dei più frequenti nelle giovani donne (under 50), al quinto posto con 2.300 nuove diagnosi stimate nel 2016 in Italia”. Nel 2015 – rileva l’Associazione – sono state invitate a eseguire l’esame poco più di 1 milione e 624 mila donne, ma ha aderito solo il 39,8%. Per la prima volta dal triennio 2008-2010 l’adesione è scesa, seppure di poco, sotto il 40%.
Alcuni programmi di screening hanno sostituito il Pap-test con il test Hpv (Human Papilloma Virus). “Il nostro Paese, primo in Europa insieme all’Olanda, ha deciso di innovare questo programma di prevenzione dando indicazione ai decisori regionali di spostarsi verso l’Hpv come test primario dello screening cervicale – continua Pinto – È un cambiamento che sta progressivamente prendendo piede: nel 2015, 49 programmi di screening hanno utilizzato la ricerca del Dna di tipi ‘ad alto rischio’ di papillomavirus umano come test primario di screening”.
“La proporzione di donne invitate allo screening con questo esame è ora del 16%, quasi doppia rispetto al 2012. L’adesione – fa notare Pinto – è stata del 50,1%, superiore a quella generale all’invito allo screening”.
I tumori più frequenti nelle donne sono quello della mammella (30%), colon-retto (13%), polmone (6%), tiroide (5%) e corpo dell’utero (5%). “Il vizio del fumo è sempre più al femminile – conclude l’oncologo – Anche se questa abitudine è più diffusa negli uomini (33%), va comunque evidenziato che, nel complesso, il 23% delle italiane è fumatore abituale. Un dato inquietante che indica la necessità di intraprendere azioni ad ampio spettro di contrasto al tabagismo. Infatti tra il 1999 e il 2011 l’incidenza del carcinoma del polmone è diminuita del 20,4% tra gli uomini, mentre è aumentata del 34% nelle donne”. (AdnKronos)