Corea del Nord: i test missilistici proseguiranno, ecco gli ultimi aggiornamenti

La Corea del Nord ha annunciato di voler proseguire con i test missilistici, puntualizzando che gli stessi avranno proseguiranno su base settimanale, mensile e annuale, nonostante le sanzioni e le condanne internazionali

La Corea del Nord ha annunciato di voler proseguire con i test missilistici, puntualizzando che gli stessi avranno proseguiranno su base settimanale, mensile e annuale, nonostante le sanzioni e le condanne internazionali. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri di Pyongyang, Han Song-Ryol, che ha parlato oggi ai microfoni della Bbc pochi giorni dopo l’intervista all’Associated Press, in cui aveva dichiarato che la Corea del Nord e’ pronta a scendere in guerra con gli Usa se Washington decidera’ di provocare uno scontro armato. “Condurremo test missilistici su base settimanale, mensile e annuale”, ha affermato ai microfoni della Bbc il vice ministro degli Esteri di Pyongyang, e se gli Stati Uniti intraprenderanno un’azione militare, il risultato sara’ una “guerra totale”.

Sempre nella giornata di oggi, ha parlato ai microfoni dei media stranieri un altro alto funzionario di Pyongyang, Sin Hong-Chol, anch’egli con la carica di vice ministro degli Esteri. L’esercito nord-coreano si trova gia’ in stato di “massima allerta”, ha dichiarato ai microfoni dell’emittente televisiva Al Jazeera, e nel caso di un’aggressione degli Stati Uniti o dei suoi alleati, la risposta nord-coreana sara’ “senza pieta’”. Anche il vice presidente statunitense, Mike Pence, oggi in Corea del Sud,ha ribadito la linea di Washington nei confronti di Pyongyang: “tutte le opzioni sono sul tavolo, inclusa quella militare“.

La rapida escalation della tensione attorno alla Corea del Nord è cominciata a febbraio scorso dopo i test missilistici di Pyongyang, tuttavia nelle ultime settimane il rapporto già labile tra Corea del Nord ed Usa sembra essere stato più volte sul punto di esplodere. Si tratta di una situazione internazionale sulla quale è intervenuta anche la Cina chiedendo l’aiuto della Russia per tentare una trattativa pacifica.