Dai tulipani alle ciliege, in Lombardia scatta la raccolta “fai da te”

"Pick your own", prenditi il tuo: è una raccolta fai-da-te del prodotto a km zero, dalla pianta alla tavola, senza intermediazioni

Action Press/LaPresse

In inglese lo chiamano ”pick your own”, tradotto: prenditi il tuo. In pratica è una raccolta fai-da-te del prodotto a km zero: dalla pianta alla tavola, senza intermediazioni. E’ quello che – spiega la Coldiretti lombarda – stanno sperimentando alcuni agricoltori fra Milano, Lodi e Bergamo. E si può raccogliere un po’ di tutto: dai tulipani alle ciliegie, dai peperoni alle mele. Giuliano Fumagalli da Oreno di Vimercate, 52 anni, vanta un’esperienza più che trentennale in agricoltura con la sua azienda Agrifoppa e racconta: ”Ho iniziato a mettere in pratica il metodo dell’autoraccolta una decina di anni fa. Coltivo 60 ettari di terreno suddivisi in colture orticole e cerealicole, di cui 10-12 ettari sono dedicati a quello che gli inglesi chiamano pick your own. I miei clienti possono prendere direttamente dal campo peperoni, pomodori, melanzane, finocchi e tante altre verdure, ma non le patate, per le quali la raccolta è un po’ più ‘tecnica’”. C’è chi arriva da casa già con le proprie borse, “mentre per chi ne è sprovvisto -prosegue- diamo noi delle cassette; all’entrata si trova un cartello dove scrivo cosa si può raccogliere in quel determinato giorno. All’uscita il cliente trova lo spaccio aziendale, dove paga un euro al chilo indifferentemente da quali ortaggi abbia colto. Vedo moltissimi vantaggi in questo sistema, primo fra tutti il fatto di non avere costi di manodopera. Certo, non tutti sanno come si prendono alcuni ortaggi direttamente dalla terra, ma se me lo chiedono, sono più che felice di spiegarglielo. Posso dire che questo metodo funziona davvero bene: sono arrivato ad avere punte di 200 persone totali al sabato e ho smesso di fare pubblicità in quanto ho un’amplissima clientela molto fidelizzata”. A Valbrembo, in provincia di Bergamo, Matteo Locatelli, 28 anni, nella sua azienda Sant’Anna, ha un frutteto dedicato alla raccolta fai-da-te: ”Non vengo da una famiglia di agricoltori, ma ho ereditato questa passione da mio padre che possedeva un piccolo frutteto con circa 200 alberi. Abbiamo un totale di circa 8.600 piante da frutto e diamo la possibilità ai nostri clienti di cogliere direttamente dai rami ciliegie e pesche. Consegniamo loro cestini da 1, 2 o 5 chili e il prezzo è di 4 euro al chilo”. “Diamo anche la possibilità di comprare cestini già confezionati da noi con frutta selezionata al costo di 5 euro al chilo. Oltre a questo, facciamo anche lezioni ai bambini per insegnare loro la cultura dei cibi sani e genuini e il rispetto per la natura. Non mancano tuttavia le difficoltà: la decisione di eliminare i voucher mi lascia un po’ spiazzato visto che li usavo sia in piccoli lavori temporanei sia con persone che mi aiutavano a controllare che la raccolta self service si svolgesse nel modo più corretto”. Per Marco Mizzi, 26 anni, con la sua azienda ”Il Ceraseto” di Lodi, la raccolta fa-da-te è un debutto in tutti i sensi: ”Già da qualche anno cercavo un campo per poter piantare un mio frutteto. Finalmente, nel 2013 ho trovato una famiglia che metteva in vendita il proprio e nel marzo 2014 ho potuto dare il via a questa avventura che, verso la fine di maggio di quest’anno, mi permetterà di aprire la mia attività: i primi frutti sono nati l’anno scorso, ma per una piena produzione ho dovuto aspettare fino a questa primavera”. Il suo terreno si estende per circa un ettaro e mezzo e comprende 700 ciliegi di 26 varietà diverse, 100 albicocchi, una trentina di peschi, 20 susini europei e circa 400 piantine tra more, lamponi e mirtilli. “L’idea dell’autoraccolta -aggiunge Mizzi- mi è venuta pensando alle difficoltà che avrei avuto vendendo all’ingrosso. Mentre a chi si presenterà al mio campo consegnerò dei cestini da un chilo, spiegherò come raccogliere e indicherò quali saranno i filari già maturi. In alternativa, darò la possibilità di comprare frutta già confezionata e selezionata: ho accumulato parecchia esperienza in questo ambito, avendo lavorato diversi anni presso il frutteto sperimentale di Arcagna, che è collegato all’Università di Milano”. Sofia Montorfano, 36 anni, dell’Azienda Agricola Biologica San Damiano di Cantù, in provincia di Como, non viene da una famiglia di agricoltori, è biologa e ha costituito questa attività insieme al compagno, perito agrario: ”Quella della raccolta fa-da-te, più che un’idea, è stata una richiesta specifica dei nostri clienti abituali, alla quali siamo voluti andare incontro: ormai la consentiamo da circa tre anni. Coltiviamo 3 ettari a ortaggi e abbiamo anche un frutteto: 300 piantine di mirtilli, di cui 50 dedicate all’autoraccolta, 14 file da 100 metri l’una di lamponi con 2 file per il pick your own e 50 piantine di more tutte dedicate alla raccolta libera”. Ma ci sono anche fiori. A Cornaredo, a venti chilometri da Milano, due giovani olandesi, Edwin Koeman (40 anni) e Nitsuhe Wolanios (31 anni), hanno aperto il primo giardino italiano di tulipani dove i consumatori possono entrare e cogliere personalmente quelli che preferiscono. ”Ho voluto fare in Italia quello che ho visto negli Stati Uniti lo scorso anno – spiega Edwin – Così ho deciso di creare un campo ‘u pick’ qui a Milano, e di coltivare i tulipani senza l’utilizzo di antiparassitari”. I fiori si trovano all’interno del Parco Agricolo Sud Milano e crescono su un terreno di circa un ettaro, che Edwin è riuscito a preparare grazie alla collaborazione di alcuni agricoltori Coldiretti della zona. La raccolta è finita ieri. Adesso toccherà aspettare l’anno prossimo.