Eni Foundation festeggia i primi 10 anni: spesi 35 milioni e fatte 1 milione di vaccinazioni

Eni Foundation soffia 10 candeline. E nei primi dieci anni di vita della Fondazione, creata dal gruppo petrolifero italiano nel 2006 ma operativa dal 2007, sono stati spesi finora 35 milioni di euro

Eni Foundation soffia 10 candeline. E nei primi dieci anni di vita della Fondazione, creata dal gruppo petrolifero italiano nel 2006 ma operativa dal 2007, sono stati spesi finora 35 milioni di euro. Un investimento, questo, con l’obiettivo di dare risposte ai bisogni della società civile nei paesi in cui Eni opera migliorando la vita delle persone, assistendo chi ha bisogno e concentrando in particolare la propria azione sui bambini, sulle madri, sui soggetti più indifesi, proteggendo la salute, promuovendo l’educazione scolastica, favorendo la cultura e sviluppando la ricerca scientifica e tecnologica. E i numeri di dieci anni di Eni Foundation parlano da soli: 400 mila visite pediatriche; 1 milione di vaccinazioni; 57 strutture sanitarie costruite; 700 mila analisi cliniche; 30 mila donne sottoposte a test Hiv prima del parto; 200 mila partecipanti ai corsi di medicina preventiva ed educazione alimentare; 400 mila partecipanti ai corsi sulla salute materno infantile; 190 bambini operati di labio palato schisi in Indonesia; 2.000 operatori sanitari formati. Numeri, questi, che sono stati illustrati nel corso della cerimonia per il decennale di Eni Foundation, nella sede del gruppo petrolifero italiano, alla presenza degli ambasciatori di Repubblica del Congo, Ghana, Indonesia, Mozambico, Myanmar e del ministro consigliere dell’Ambasciata dell’Angola.

“Eni Foundation -spiega Lapo Pistelli, Direttore Relazioni Internazionali Eni- è presente in sei paesi: nella Repubblica del Congo, in Angola, in Indonesia, in Ghana, in Mozambico e in Myanmar. L’obiettivo della Fondazione è quello di realizzare progetti a forte impatto sociale in collaborazione con le autorità locali”. Nel mondo in cui viviamo, rileva ancora Pistelli, “ci sono molte differenze. La presenza di Eni Foundation nei paesi in cui opera deve diventare un fattore di sviluppo per questi Paesi e noi ci focalizziamo, in particolare, nella tutela dei diritti umani e dell’infanzia e nella realizzazione di strutture sanitarie. Tutti i Paesi in cui siamo presenti, ricchissimi di risorse ma spesso e volentieri con un difficile accesso all’energia, stanno crescendo e devono crescere ancora di più. La Fondazione è un esempio di dialogo continuo con le istituzioni locali nella realizzazione di progetti utili e sostenibili”, sottolinea ancora.

Nei primi anni di attività, la Fondazione ha concentrato maggiormente i propri sforzi sul tema della salute dell’infanzia, focalizzando l’attenzione sulle principali malattie endemiche e sulle patologie che colpiscono i minori e ne compromettono la crescita e il pieno sviluppo. Con questo spirito sono stati realizzati progetti e interventi nell’ambito di alcune delle principali problematiche sanitarie, sostenendo gli sforzi della comunità internazionale per ridurre, nel quadro degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (Osm), l’incidenza di patologie quali malaria, Tbc e Hiv. Inoltre, sempre a tutela dei diritti dell’infanzia, sono stati realizzati importanti programmi di vaccinazione contro le principali malattie. Molteplici sono i progetti che Eni Foundation ha portato avanti in questi anni, incontrando le persone e parlando delle loro necessità per migliorarne condizioni di vita con interventi mirati in ambiti come la corretta alimentazione, la sicurezza alimentare, il miglioramento delle tecniche agricole e delle attività di formazione e cultura, implementando i piani sanitari nazionali e regionali.

“Molto abbiamo fatto, molto resta da fare e molto faremo”, spiega ancora Domenico Noviello, il presidente Eni Foundation. Tra le iniziative più importanti, la ristrutturazione in Ghana del distretto di Jomoro dove è presente l’ospedale di Half Hassini, in grado di fornire servizi di degenza e di emergenza nell’assistenza ostetrica e neonatale. In Mozambico, ad esempio, nel distretto di Palma, affiancando le autorità locali, sono state messe in atto delle iniziative per rafforzare i servizi di emergenza in modo da ridurre la mortalità neonatale, infantile e materna. Anche qui come in molte altri progetti realizzati da Eni Foundation, l’intervento si è realizzato attraverso attività di formazione del personale medico, infermieristico, tecnico ed amministrativo. Un’iniziativa molto interessante di carattere sanitario e culturale è stata portata avanti attraverso il teatro.

Nel Nord del Mozambico con il progetto ‘Il Teatro fa bene’ alcuni attori, attraverso un format particolare basato da un lato sulla teatralizzazione di informazioni di carattere sanitario e alimentare, dall’altro con attività dimostrative e pratiche sull’uso di semplici tecnologie d’ausilio nella quotidianità, hanno avuto come obiettivo quello di trasmettere alla popolazione locale, in particolare a madri e bambini, conoscenze su buone pratiche igienico-sanitarie e alimentari in un modo più efficace di quanto consentano altre forme di comunicazione spesso assenti nei villaggi. Questa iniziativa, spiega lo scrittore e regista teatrale, Jacopo Fo, nasce dalla necessità “di comunicare l’importanza dell’assistenza sanitaria in un Paese in cui gli ospedali vengono percepiti come qualcosa di pericoloso. Questo spettacolo, realizzato dopo un’accurata selezione di attori locali, permette grazie al divertimento di sensibilizzare le comunità locali alle necessità di recarsi nelle strutture sanitarie“.

L’attività di Eni Foundation si è concentrata inoltre in Angola, a Kilamba Kiaxi, dove sono stati raggiunti importanti risultati come il miglioramento dei servizi sanitari e la lotta alla malnutrizione, mentre nella Repubblica del Congo, nelle regioni di Kouilou, Niari e Cuvette sono notevolmente migliorate le strutture sanitarie per l’infanzia ed è stato portato avanti un imponente programma di vaccinazioni. Una delle sfide che Eni Foundation sta affrontando oggi è in Myanmar, nella regione del Magway, in un gruppo di villaggi rurali dove c’è scarsità di acqua e di energia elettrica, e dove, le uniche coltivazioni sono quelle di arachidi e sesamo. L’obiettivo è quello di combattere la malnutrizione e creare nel più breve tempo possibile i pozzi per rendere l’acqua potabile, migliorare le coltivazioni e fornire supporto sanitario a donne e bambini. Eni Foundation opera sempre in accordo con i governi locali e con partner istituzionali e privati (ONG), cercando di potenziare la propria azione con tutte le risorse disponibili sul luogo, con i suoi medici, studiosi, tecnici e operatori pronti ad intervenire nell’interesse delle persone, dovunque esse si trovino, con l’obiettivo di perseguire il bene e farlo nel migliore dei modi.