Esperto del Tribunale: “I telefoni cellulari sono dei sicuri cancerogeni”

"Le emissioni a Rf/Mo dei telefoni mobili (cellulari e cordless) dovrebbero essere classificate nel gruppo 1 dei sicuri cancerogeni per l'uomo"

Sulla base dei criteri elencati nel preambolo delle monografie della Iarc, le emissioni a Rf/Mo dei telefoni mobili (cellulari e cordless) dovrebbero essere classificate nel gruppo 1 dei sicuri cancerogeni per l’uomo“. E’ quanto scrive il professor Angelo Levis nella consulenza prestata in tribunale a Ivrea nella causa promossa da un uomo colpito da tumore dopo 15 anni di uso del telefonino sul lavoro. Angelo Levis ha depositato in tribunale una memoria per conto dello studio legale Ambrosio & Commodo, che ha assistito il ricorrente. Il documento richiama le conclusioni di numerosi autori, fra cui Lennart Hardell e la sua squadra di collaboratori del dipartimento di oncologia dell’Universita’ di Orebro, in Svezia.

E’ urgente – scrive Levis – la revisione delle attuali linee guida finalizzata alla fissazione di limiti di esposizione realmente cautelativi”. “I risultati – osserva – delle indagini epidemiologiche caso-controllo, delle pooled analyses e delle metaanalisi di Hardell e di altri autori, comprese quelle di chi scrive, non lasciano dubbi circa l’esistenza di un rapporto causa-effetto tra esposizione abituale e per lungo tempo ai telefoni mobili (Tm – cellulari e cordless, analogici e digitali) e rischio – almeno raddoppiato e statisticamente significativo al 95% di probabilita’ – di tumori ipsilaterali alla testa: gliomi cerebrali, meningiomi e neurinomi acustici“.

“L’incremento del rischio quantificato da Hardell nei suoi ultimi lavori pubblicati nel 2013 e 2014 – aggiunge Levis – e’ impressionante: il rischio di gliomi e’ praticamente triplicato per l’insieme dei casi esposti a Tm da piu’ di 10 anni, quasi quadruplicato negli esposti solo a cordless”. La nota che apre la relazione indica il professor Levis “gia’ ordinario di mutagenesi ambientale all’Universita’ di Padova, gia’ membro della Commissione tossicologica nazionale, della Commissione oncologica nazionale, del Comitato scientifico dell’International Society of doctors for the Environment e dei gruppi di lavoro Iarc/Oms sulla cancerogenicita’ dei metalli”.