Eutanasia: l’ultimo viaggio Davide in Svizzera è costato 10mila euro

Davide Trentini, il 52enne toscano malato di sclerosi multipla dal 1993, ha scelto di sottoporsi alla pratica del suicidio assistito in Svizzera

Davide Trentini, il 52enne toscano malato di sclerosi multipla dal 1993, ha scelto di sottoporsi alla pratica del suicidio assistito in Svizzera. Ma per farlo ha avuto bisogno di una ingente quantità di denaro: dieci mila euro. Per mezzo della madre, Anna, si è rivolto a Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Da lui ha ottenuto aiuto e sostegno economico. Marco Cappato e Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, sono intervenuti grazie all’aiuto delle due realta’ di disobbedienza civile da loro fondate : l’associazione “Soccorso civile” e il sito www.SOSEutanasia.it. Si tratta di strumenti che, tra le altre cose, forniscono informazioni e assistenza logistica e finanziaria a coloro che vogliono ottenere l’Eutanasia, nel caso in cui vi siano le condizioni previste. Davide, grazie al loro aiuto e alle donazioni dei cittadini, è riuscito ad ottenere il denaro che gli mancava al fine di coprire le spese per la Svizzera.

In passato Marco Cappato aveva già aiutato altri malati a ottenere il diritto all’autodeterminazione per cui lottavano: il più recente è il caso di DJ Fabo di cui si è molto parlato, mentre nel 2012 era stata la volta di Piera Franchin. Diversi gli aiuti forniti: alcuni sono stati aiutati ad interrompere legalmente le terapie in Italia – Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli e Walter Piludu -, mentre l’infermiera Dominique Velati, malata terminale di cancro al colon, è stata aiutata con il pagamento del viaggio per il centro svizzero di assistenza alla morte volontaria. Welby, malato di distrofia muscolare e all’epoca co-presidente dell’ALC, nel 2006 trasmise al Presidente della Repubblica Napolitano la richiesta di Eutanasia. Dopo mesi di coinvolgimento del mondo scientifico e giuridico, Welby ottenne legalmente ciò che inizialmente gli era stato negato: l’aiuto di un medico, il dottor Mario Riccio, anestesista, per distaccare, senza soffrire, il respiratore.

Il caso fece maturare nel Paese il consenso alla libertà delle scelte di fine-vita e rappresentò un precedente giudiziario fondamentale per il diritto all’interruzione delle terapie. Davide è stato accompagnato in Svizzera proprio da Mina Welby, dal 2003 iscritta a Radicali Italiani e all’Associazione Luca Coscioni, della quale e’ Co-Presidente dal 2011. Dopo la morte del marito Piergiorgio ha proseguito il suo impegno e continua a testimoniare nei dibattiti pubblici l’importanza di temi come l’autodeterminazione dell’individuo, le scelte di vita e fine vita, nonche’ la rilevanza di un’assistenza adeguata alla persona malata o disabile. “L’Associazione Luca Coscioni promuove la liberta’ di ricerca scientifica e le liberta’ civili attraverso l’azione diretta dei cittadini. L’associazione nasce nel 2002 su iniziativa di Luca Coscioni, docente universitario malato di sclerosi laterale amiotrofica, che ottenne il sostegno di 100 Premi Nobel di tutto il mondo a favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Dopo la scomparsa, nel 2006, di Luca Coscioni e dell’allora Co-Presidente Piergiorgio Welby, l’Associazione ha continuato a dare corpo alle speranze di chi si oppone alle leggi proibizioniste sulla scienza e sulla vita, ottenendo risultati importanti attraverso la mobilitazione nonviolenta e giudiziaria, in particolare al servizio di malati, ricercatori e persone con disabilita’.”

I PRINCIPALI OBIETTIVI DELL’ALC SONO: Liberta’ di ricerca scientifica, Legalizzazione dell’Eutanasia e del testamento biologico attraverso www.eutanasialegale.it, Diritti delle persone con disabilita’ ed eliminazione delle barriere architettoniche, Aggiornamento del nomenclatore tariffario e assistenza autogestita, Antiproibizionismo in tema di droghe e di terapie attraverso www.legalizziamo.it,  Diritto alla salute riproduttiva e all’informazione sessuale, Fecondazione assistita e eliminazioni dei divieti della legge 40