Fibromialgia: cause, sintomi, diagnosi e cura

La fibromialgia è una malattia cronica altamente invalidante. Ecco a cosa è dovuta e come tenere a bada la sintomatologia

La fibromialgia, dove “fibro” indica i tessuti fibrosi (come tendini, legamenti e muscoli), mentre “mialgia” indica uno stato doloroso muscolare, è una malattia cronica con presentazione clinica complessa. Si tratta di un disturbo estramente debilitante che interferisce fortemente con le normali attività quotidiane. La fibriomalgia, molto più frequente nel sesso femminile, nelle fasce trai 25 e i 35 anni, e tra i 45 e i 55 anni, di cui al momento non è nota la causa certa, pare essere legata, stando a vari studi, a numerose alterazioni dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale.

FIBROMIALGIAUno degli effetti della disfunzione dei neurotrasmettitori, in particolare della serotonina e della noradrenalina, è l’iperattività del sistema nervoso neurodegenerativo, che comporta un deficit di irrorazione sanguigna a livello muscolare, con insorgenza del dolore.Tra i sintomi: dolore muscolo-scheletrico diffuso, affaticamento e astenia, accentuato da rumore, cambiamento di tempo, stress emotivo; difficoltà ad addormentarsi, sonno disturbato da frequenti risvegli notturni, disturbi dell’umore (ansia, depressione, ipocondria, attacchi di panico), emicrania, intorpidimento e formicolio delle parti del corpo doloranti, sindrome dell’intestino irritabile.

FIBROMIALGIA 1La diagnosi di fibriomialgia è a tutt’oggi basata sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 che prevedono la presenza di dolore muscoloscheletrico diffuso (cioè che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points. Tra i farmaci impiegati per controllare i sintomi: inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, utilizzati come antidepressivi, antiepilettici, analgesici centrali, antiparkinsoniani. Tra le tecniche: TENS, inoforesi, termoterapia, biofeedback elettromiografico, supporto psicologico, fitoterapia, ginnastica dolce, yoga.