Futurologia astronautica: intervista a Adriano Autino

E' appena uscito il nuovo libro di Adriano Autino, futurologo italiano, fondatore e curatore di Space Renaissance

E’ appena uscito il nuovo libro di Adriano Autino, futurologo italiano, fondatore e curatore di Space Renaissance (in Italia e a livello internazionale): ovvero “Un mondo più grande è possibile. L’espansione della civiltà oltre i limiti del nostro pianeta madre è la questione morale del nostro tempo” (Independently publisher), forse il testo più programmatico e anche polemico dell’autore in senso antiambientalistico/luddista, promotore con il suo gruppo futuribile di un nuovo umanesimo e postumanesimo che vede nell’era spaziale la misconosciuta- oggi – principale e fondamentale rivoluzione per l’umanità futura, non solo in senso strettamente tecnoscientifico, ma appunto neorinascimentale, esistenziale. Nostra intervista a Adriano Autino.

D- ADRIANO, dopo La Terra è incinta… e in inglese le tre tesi sul Rinascimento spaziale, un nuovo libro di astronautica umanistica, un approfondimento?

R – “La Terra non è malata, è incinta!” era fondamentalmente un libro di critica dell’ideologia ecologista radicale… ho inteso opporre una visione ottimista alla plumbea visione eco-zista, che identifica la specie umana come parassita del pianeta Terra. Via via che approfondivo la mia elaborazione filosofica, mi è diventato sempre più chiaro il carettere profondamente morale delle scelte che ci troviamo a dover compiere nella presente epoca storica. Anche qui stiamo parlando di schemi di valore completamente diversi e diametralmente opposti, rispetto alla pretesa “morale” ecologista, che considera come nostro primo dovere il “rispetto” del resto della natura, esclusa la nostra specie. Secondo lo schema di valore umanista, invece, il primo dovere morale è quello verso la nostra specie e, ancora più importante, verso la civiltà, che è l’espressione più alta della vita (intelligente) sviluppatasi sul nostro pianeta. Questo non significa, ovviamente, non rispettare il resto della natura. Però la priorità, ed i mezzi (scientifici e tecnologici) che si devono usare, sono altri: la vera morale umanista non accetta l’eutanasia della civiltà per il falso scopo di “salvare il pianeta”. La nostra morale astronautico umanista indica l’espansione della civiltà nello spazio, l’utilizzo delle enormi risorse del sistema solare, come la strada maestra, per salvare prima di tutto la civiltà ed il suo sviluppo. E, come corollario, anche dare sollievo all’ambiente terrestre, che comunque vediamo come un giardino coltivato con amore, piuttosto che il regno della natura selvaggia… “Un mondo più grande è possibile!” sviluppa il discorso morale, difende la specie umana, la sua storia, il suo grande successo culturale e numerico, il suo diritto al futuro, contro tutti i suoi detrattori. Viene confutata la dottrina decrescitista alla radice, e vi si dimostra la totale cecità delle ideologie precopernicane che non sanno guardare oltre i limiti della nostra atmosfera. Ed, in forza di questo loro limite, condannano la civiltà a prematura decadenza e morte per carenza di risorse e di spazio vitale. “Un mondo più grande è possibile!” disegna una nuova grande utopia, capace di motivare il progresso dell’umanità per secoli a venire.

D – L’era spaziale, in realtà, nonostante alcune apparenze, tra robot Curiosity su Marte, sonde verso Giove, Saturno e Plutone e certe lune come Titano, Cerere molto interessanti. il nascente turismo spaziale, la scoperta delle Terre Gemelle è in pieno progress… Resta la X attuale della crisi economica… l’errore fatale o frenante è stato fatto negli anni ’70 e 80?

R – Indubbiamente. SpaceX sta ormai consolidando la tecnologia dei lanciatori completamente riutilizzabili, riportando a terra il primo stadio dei vettori destinati all’orbita terrestre. L’uovo di Colombo, si dirà. Una soluzione semplice, che abbatte di 100 volte il costo del trasporto Terra-Orbita. Allora perchè non è stato fatto prima? Nel 1969 un aereo suborbitale NASA, l’X15, fece 200 voli a quota 100 km, grazie alla tecnologia che sarà poi ripresa in epoca più recente da Virgin Galactic, con SpaceShipOne e SpaceShipTwo. Un B52 portava l’X15 a quota 15 km, qui lo spazioplano si sganciava e proseguiva fino alla quota suborbitale di 100 km. I primi disegni dello space shuttle, concepiti da Krafft Ehricke ed altri progettisti NASA, si basavano sullo stesso principio: due stadi, entrambi riutilizzabili. Poco dopo sia quel progetto dello space shuttle, sia l’X15 furono cassati e nacque lo space shuttle come l’abbiamo conosciuto: una macchina solo parzialmente riutilizzabile, che non avrebbe quindi dato fastidio all’allora nascente industria dei razzi spendibili. Sulla mutazione retrograda del progetto shuttle ebbero molta influenza le lobby militari, che forzarono la riduzione del budget della NASA. Sottoposta a diverse pressioni convergenti, l’agenzia fu costretta ad una sostanziale marcia indietro, rispetto all’obiettivo iniziale, di sviluppare un sistema di lancio completamente riutilizzabile, seppure composto da due macchine sinergiche: un carrier ed un orbiter. Quel passo indietro ha di fatto permesso una gestione monopolistica del costo dei lanci, saldamente nelle mani dei produttori di razzi spendibili. 40 anni di ritardo, nell’avvio di attività civili nello spazio e, di fatto, il controllo totale della frontiera spaziale in mano ai militari. Oggi questo stato di cose è finalmente messo in discussione. Il costo del trasporto terra-orbita si sta abbassando notevolmente, il che significa la possibilità, per molte aziende private, di accedere allo spazio. Ci sono tutte le premesse, quindi, per una decisa espansione delle attività industriali civili nello spazio esterno… Siamo in tempo? Riuscirà il rinascimento industriale nello spazio a sconfiggere la crisi globale, lanciando il rinascimento dell’economia, della cultura, della civiltà nel suo complesso? Non sfugge certo a nessuno lo stato sempre più caotico della politica e dei conflitti, crescenti per numero e virulenza. Non può sfuggire a nessuno che, senza questo colpevole ritardo, forse la crisi economica del 2008 non si sarebbe verificata. E probabilmente, grazie alla propulsione prodotta della space economy, l’ecomia mondiale sarebbe già da anni stabilmente assestata su ritmi di crescita a due cifre. Oggi, sulla soglia degli otto miliardi di umani in un solo pianeta, tutto appare molto più incerto e fragile… Ma il rinascimento è in atto. Per alimentarlo occorre fiducia, buona volontà ed impegno.

*a cura di Roberto Guerra

Info

http://futurismo2000.blogspot.it/2017/03/futurologia-il-nuovo-libro-di-adriano.html

Il libro “Un mondo più grande è possibile!” è disponibile in formato ebook a meno di 4 euro, su sulle piattaforme:

https://www.amazon.com/mondo-pi%C3%B9-grande-possibile-Lespansione-ebook/dp/B06XNQYKX7?&linkCode=wsw&tag=wow085-20

http://www.mondadoristore.it/mondo-piu-grande-e-possibile-Adriano-V-Autino/eai978137020065/