Gasdotto Tap: calma in cantiere, si valuta la salute degli ulivi non reimpiantati

Calma apparente nella zona del cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap a Malendugno, dopo la messa in sicurezza degli ulivi espiantat

LaPresse/Donato Fasano

Calma apparente nella zona del cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap a Malendugno, dopo la messa in sicurezza degli ulivi espiantati e non spostati a causa dello stop imposto dal Tar Lazio e in attesa che i giudici amministrativi, il 19 aprile, decidano se confermare o meno la sospensione dei lavori. Le attivita’ di sistemazione degli alberi sono state effettuate lunedi’ e martedi’ e hanno portato al reimpianto in grandi vasi di 30 piante, poi ubicate nell’area opposta al cancello del cantiere, dove quotidianamente vengono controllate dagli agronomi e irrigate. Desta pero’ preoccupazione la salute dei 13 ulivi soggetti a zollatura, ovvero la creazione di una zolla di terreno attorno alle radici finalizzata allo spostamento.

Tale operazione ha, di fatto, staccato gli alberi dalla terra in cui sono cresciuti per centinaia di anni e rende particolarmente difficili le operazioni di irrigazione, rendendoli anche particolarmente vulnerabili al vento. Altre 11 piante si trovano invece in un deposito di Melendugno, dove erano state portate nelle scorse settimane, mentre 157 erano gia’ state trasferite nel sito di stoccaggio della masseria del Capitano. Resta comunque da sciogliere il nodo dello spostamento di 15 ulivi monumentali, piante millenarie che possono essere trasferite solo in seguito a specifica autorizzazione da parte della Commissione Ulivi Monumentali della Regione Puglia, che si e’ insediata nella sua nuova composizione e con un nuovo presidente appena qualche giorno fa. L’organismo tecnico iniziera’ dopo Pasqua a smaltire le pratiche arretrate e non e’ detto che riesca a valutare la questione ulivi monumentali ubicati nel cantiere Tap prima del 30 aprile.

Il 30 aprile e’ la data ultima indicata da tutte le autorita’ competenti, per spostare gli alberi senza alterare il loro ciclo vegetativo, cosi’ come e’ necessario per perseguire il progetto di reimpianto presentato dalla multinazionale. Sul fronte della protesta anti-gasdotto, proseguono le iniziative a Melendugno e nei paesi limitrofi. Gli attivisti hanno ricostruito buona parte dei muretti a secco distrutti a inizio aprile dai vandali insieme a parti del cantiere Tap. Per gli atti vandalici subiti, il country manager della societa’, Michele Mario Elia, si e’ riservato di presentare denuncia alla Procura di Lecce. Oggi pomeriggio, alle 17.30, sul lungomare di San Foca (marina di Melendugno dove approdera’ il gasdotto) si terra’ un incontro informativo con la popolazione, nel corso del quale sara’ illustrato il progetto dell’infrastruttura e saranno analizzate le ricadute in termini ambientali e occupazionali.

Al confronto parteciperanno Dino Borri, del Politecnico di Bari; la biologa Mila Boso De Nitto; l’ingegnere Alessandro Manuelli della Commissione tecnica del Comune di Melendugno e Gianluca Maggiore del Comitato No Tap. Prosegue, intanto, il crowdfunding per l’organizzazione del concerto del 1 maggio Anti-Tap a San Foca. Per il 19 aprile, invece, e’ fissata l’udienza in camera di consiglio davanti al Tar Lazio per discutere la richiesta di sospensiva dei lavori di espianto avanzata dalla Regione Puglia, nella convinzione che Tap non abbia completamente ottemperato alla prescrizione A44. La societa’ presentera’ ai giudici amministrativi una memoria difensiva.