Industrializzare decarbonizzando, così Novamont guarda al futuro

Novamont, azienda specializzata nelle bioplastiche, guarda al futuro "ragionando non solo sui prodotti ma anche sui sistemi"

Industrializzare decarbonizzando. È così che Novamont, azienda specializzata nelle bioplastiche, guarda al futuro “ragionando non solo sui prodotti ma anche sui sistemi“. A raccontare come l’azienda raccoglie la sfida di uno sviluppo più sostenibile è Catia Bastioli, amministratore delegato del gruppo, in occasione della presentazione della multietichetta ‘eLabel’ che il Kyoto Club ha rilasciato anche per la IV generazione della bioplastiche biodegradabili e compostabili Mater-Bi di Novamont.
In occasione di Cibus Connect, la kermesse di due giorni in programma a Parma e dedicata alla community alimentare, la Bastioli spiega che sono tre i pilastri alla base della filosofia di Novamont: “Reindustrializzazione dei siti dismessi, sviluppo delle filiere agricole e prodotti come soluzioni“.
Con questa logica, spiega la Bastioli, “abbiamo cercato di fare in modo che la nostra ricerca porti alla reindustrializzazione dei vecchi siti, rigenerando i territori, riconnettendo economia e società“. In buona sostanza “decarbonizziamo facendo crescere il lavoro. Abbiamo calcolato che mille tonnellate di bioplastiche equivalgono alla creazione di 60 posti di lavoro“.
Con un impegno per l’ambiente che va dalle materie prime rinnovabili alla riduzione delle emissioni di CO2. In questo contesto, dunque, “la multietichetta è importante per comunicare il valore di questi prodotti“. Un traguardo fondamentale “per chi crede che in Italia è importante far rispettare le regole e vuole distinguersi da chi, nel nostro settore, cerca di distruggere il lavoro di tanti anni“. (AdnKronos)