La natura ci ispira: dalle piante insegnamenti per soluzioni inedite per robotica, urbanistica, tecnologia

"Per me il lusso più grande è vivere a pieno contatto con la natura. Sono una fonte di informazione e di ispirazione continua"

In occasione dell’Earth Day, la Giornata della Terra, prevista per sabato 22 aprile, How To Spend It, il Magazine di Lusso e Lifestyle del Sole 24 Ore, ha intervistato Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale inserito nel 2013 dal New Yorker nella classifica dei “world changers” e Isabella Dalla Ragione, archeologa arborea presidente e fondatrice della Fondazione Archeologia Arborea, vincitrice del Premio Nonino 2017.

In una giornata in cui si celebra la coscienza ambientale e la salvaguardia del Pianeta, Dalla Ragione e Mancuso puntano i riflettori sull’importanza della bioispirazione e della ricerca delle proprie radici, in senso letterale. Stefano Mancuso, rivoluzionario inventore di piante-robot da mandare su Marte e di fattorie del mare a forma di serre-medusa, sostiene che un filo d’erba è intelligente, ricorda, parla, vede, riconosce i parenti e ha carattere: “Per me il lusso più grande è vivere a pieno contatto con la natura. Sono una fonte di informazione e di ispirazione continua. Se dall’universo antropocentrico si passa a quello plantocentrico, le potenzialità di migliorare si moltiplicano, in ogni campo”. Il modello è quello dell’ “intelligenza distribuita” che può regalare soluzioni inedite per la robotica, la sociologia, la tecnologia e ancor più per l’organizzazione aziendale.

Che un baobab con il suo sistema radicale possa insegnare qualcosa a multinazionali e banche?

Con l’archeologa arborea Isabella Dalla Ragione, invece, si parte alla scoperta di un lavoro estremamente prezioso, grazie al quale viene riportato in vita il passato. Una scoperta e una coltivazione delle proprie radici non solo simbolica, ma letterale. All’origine della cultura italiana, insieme al latino, a Dante, ai classici, infatti, ci sono anche le mele e le pere. “Il lavoro tecnico è quello di salvataggio reale di varietà altrimenti scomparse, ma si parte da un frammento per ricostruire un mondo, interi mondi”.

Contano le relazioni, l’aspetto umano, i ricordi della cultura contadina che affiorano. Narrazione e affabulazione fanno parte della stessa pazienza con cui l’archeologo classico setaccia la terra dello scavo. Non si può avere fretta”.

Tutelare la biodiversità significa salvare il nostro futuro e la nostra sicurezza alimentare. Trarre ispirazione dalla natura consente di dare risposte alternative alle nostre necessità. Come possiamo farlo al meglio? Lo spiegano Stefano Mancuso e Isabella Dalla Ragione su How To Spend It ad aprile.