Le ondate di gelo e neve tardive nel mese di aprile: ecco i precedenti più importanti

Ecco quando il freddo nel mese di aprile fu realmente di portata storica sul nostro paese, con nevicate fino a quote pianeggianti

L’avvezione di aria fredda che dopo il periodo pasquale potrebbe interessare gran parte delle nostre regioni, con particolare riferimento per i settori adriatici, sta cominciando a suscitare l’attenzione di molti meteoappassionati (in prevalenza “freddofili”) che affollano i forum e i social network. C’è chi addirittura crede che vedere la neve a quote di medio-bassa collina sulle regioni adriatiche sia un evento rarissimo e senza precedenti per il mese di aprile. In realtà non è proprio così, come si sa l’uomo ha sempre la memoria corta. Anzi, aprile essendo un mese a tutti gli effetti primaverile, e quindi caratterizzato dalle varie sfaccettature di questa stagione di transizione, ha visto ondate di freddo ben peggiori di quella che ci potrebbe interessare nella prossima settimana, anche se effettivamente il freddo pungente previsto per la prossima settimana è comunque anomalo, con temperature di oltre dieci gradi sotto le medie del periodo, anche perchè saremo nella seconda metà del mese. Ma non è certo la prima volta che si verifica qualcosa del genere…

Neve L'Aquila 25 Aprile 2016 (6)Del resto, ripercorrendo un po’ la storia climatica del nostro paese, si evince come simili episodi di freddo tardivo, a cavallo dell’ingresso della bella stagione, si sono verificati più volte, persino nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto, che possiamo ritenere pienamente estivi. Ma rimanendo al mese di aprile, per evitare paragoni fuorvianti, basterebbe citare l’incredibile ondata di freddo che colpì gran parte delle regioni adriatiche, ma non solo, nel 2003, a cavallo fra il 7 e l’8 Aprile, quando l’ingresso sull’Adriatico di una massa d’aria molto fredda nei bassi strati, e gelida in quota, determinò un rapido peggioramento che causò spettacolari nevicate tardive su buona parte della costa adriatica.

Neve L'Aquila 25 Aprile 2016 (8)Allora, causa il passaggio nei medi e bassi strati di aria particolarmente fredda ormai interamente “continentalizzata”, la neve si spinse fino a livello del mare senza alcun problema, imbiancando i litorali adriatici, dall’Abruzzo fino alla Puglia, con accumuli che localmente superarono i 10-15 cm di neve fresca. In particolare fra il litorale molisano e la costa pugliese la neve, cadendo sotto forma di rovesci localmente anche piuttosto intensi, accumulo fino alle spiagge, regalando scenari davvero suggestivi fin sul barese e il tratto di costa brindisina, simili a quelli notoriamente osservati alle latitudini artiche.

L'8 aprile 2003 a Bari
L’8 aprile 2003 a Bari

Sull’Appennino invece si realizzarono vere e proprie bufere di neve che causarono enormi disagi nei trasporti, con interi paesi e villaggi montani rimasti isolati a causa dell’impraticabilità di molte strade, totalmente coperte dalla neve. Ma oltre alle spettacolari nevicate, con il deposito dell’aria molto fredda e pesante nelle conche e sulle pianure su molte regioni del centro-nord piombo anche il gran freddo, con gelate diffuse nelle ore notturne sulle pianure, con minime fino a -3°C -4°C.

neve torino 25 aprile 1972-640x481Un’altra eccezionale ondata di freddo tardivo fu quella che interesso molte regioni italiane nell’aprile del 1956, quando freddo, gelo e nevicate improvvisamente misero in ginocchio gran parte della penisola, già vestita a primavera. Ma più recentemente, fra gli eventi di freddo più intensi di aprile, va ricordato quello del 17 Aprile 1991, quando un nucleo di aria gelida, con supporto artico in quota, dopo aver aggirato le Alpi raggiunse molto velocemente la pianura Padana, scalzando velocemente lo strato di aria più mite e molto umida che nel frattempo si era depositato sopra il Catino Padano.

dolomiti neve 27 aprile (2)I fortissimi divari termici, esaltati dall’insolazione del mese di aprile che nel frattempo scaldava maggiormente il terreno, innescarono intensi moti convettivi molto forti (in aria fredda) che favorirono lo sviluppo di intensi temporali di neve che imbiancarono le pianure di Lombardia, Emilia e Veneto. Quel giorno, dopo i primi rovesci di pioggia e pioggia mista neve, molte città del nord Italia, fra cui Milano, furono interessate da nevicate davvero intense, a tratti anche a carattere di bufera, accompagnate persino da tuoni e spettacolari fulminazioni fra le virghe che scendevano dalla base dei cumulonembi.