Previsioni Meteo, ecco perché quest’ondata di freddo tardivo raggiunge l’Italia: l’analisi tecnica

Previsioni Meteo: ecco perchè un'ondata di freddo tardivo si accinge ad interessare il nostro paese alla fine di aprile

Previsioni Meteo – Sarà un vero e proprio colpo di coda dell’inverno quello in arrivo nelle prossime ore su gran parte del territorio italiano, con l’irrompere di un vasto blocco di aria fredda, di tipo polare marittima “continentalizzata”, che provocherà un brusco calo delle temperature, riportandole a valori più tipici per la prima decade di marzo che per la fine di aprile. Insomma, un ritorno a condizioni invernali nel cuore della stagione primaverile. Dal punto di vista sinottico si nota, molto chiaramente, come il flusso perturbato principale che esce dalle coste del Canada orientale, proprio vicino l’Islanda, sul nord Atlantico, presenti un ampio “delta”, con il ramo principale del “getto polare” che si dirama in due rami secondari. Il ramo più settentrionale che esce da questo “delta” tende a spingersi verso l’Artico, mentre quello più meridionale dall’Atlantico settentrionale scivola verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, andando ad alimentare una vasta saccatura di origini artiche, colma di aria molto fredda a tutte le quote, che dal mare di Barents affonda fino alle nostre regioni adriatiche e ai vicini Balcani, determinando un brusco raffreddamento e il ritorno della neve fino a bassissima quota, se non addirittura quasi al piano fra il sud della Germania, la Polonia meridionale, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Bielorussia e l’Ucraina, dove sono previste anche delle imbiancate in diverse località, anche sotto forma di rovesci o temporali.

anabwknaAll’interno di tale saccatura, molto ampia e facente capo direttamente all’attività del vortice polare in sede artica che presenta una depressione colma di aria gelida a tutte le quote al traverso delle Svalbard, sono presenti diversi nuclei di aria molto fredda e densa, sia in quota che nei pressi del suolo, che dalla Finlandia e dalle pianure della Russia sud-occidentale stanno scivolando sull’Europa centro-orientale, raggiungendo pure la Germania, la Svizzera, la Repubblica Ceca, l’Austria, la Slovenia, l’Ungheria, la Croazia e la Bosnia Erzegovina.

analyza (2)Tutta quest’aria fredda che sta tracimando sul settore centro-orientale del vecchio continente, dopo essersi ammassata a nord e ad est del baluardo montuoso alpino, nel corso delle prossime ore comincerà a sfondare sul nostro territorio nazionale, entrando sia dalla porta del Golfo di Trieste, tramite la bora, che attraverso le principali vallate alpine, per sfociare sulla pianura Padana e sul resto delle regioni del nord sotto forma di sostenuti e rafficosi venti settentrionali che lambiranno la soglia d’attenzione, con raffiche capaci di lambire i 50-60 km/h. Tra il pomeriggio e la serata, con l’arrivo dei primi refoli di aria fredda, sostenuti venti da Nord, N-NE e NE, in discesa dalle vallate alpine, sferzeranno gran parte della pianura Padana, per poi raggiungere l’Appennino Ligure e quello Tosco-Emiliano e scavalcarli molto velocemente.

ancona maltempo 18 aprile 2017Da qui la ventilazione settentrionale, piuttosto accentuata, dopo essersi incanalata dentro le strette valli dell’Appennino, traboccherà sulle coste liguri sotto forma di intense raffiche di tramontana che potranno toccare punte di oltre 60-70 km/h lungo l’imbocco delle principali vallate, fra il savonese e l’imperiese. Raffiche di caduta da Nord e N-NE, con punte fin sui 50-60 km/h, investiranno pure la città di Genova, dove la tramontana si farà sentire soprattutto fra il tardo pomeriggio e la serata, prima di dipanarsi molto velocemente sul mar Ligure e in direzione del medio-alto Tirreno, con venti piuttosto sostenuti da Nord che interesseranno l’Arcipelago Toscano e le coste corse, dove si potranno raggiungere punte sui 50-60 km/h.

04Da domani, con la lenta traslazione dell’asse della saccatura artica verso est, in direzione dei Balcani e dell’area carpatico-danubiana, a causa di un aumento del campo del geopotenziale poco ad ovest delle Isole Britanniche e delle coste atlantiche francesi la parte più meridionale di questa estesa ondulazione ciclonica tenderà a subire un intenso processo di “stretching” che terminerà con l’isolamento di un “CUT-OFF”, colmo di aria molto fredda, soprattutto nella media troposfera,  che dalla Croazia si sposterà verso il sud dell’Ungheria e l’estremo nord della Serbia.

Prognose_20170418Tale circolazione depressionaria a carattere freddo, presente all’interno della suddetta saccatura, muovendosi molto lentamente verso levante, in direzione della Romania, contribuirà a veicolare sulle nostre regioni parte dell’aria fredda che in queste ore si sta depositando nei medi e bassi strati fra l’Ucraina centro-occidentale, il sud della Polonia, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e l’Austria. Difatti sarà proprio questo “CUT-OFF”, che dalla Croazia si sposterà verso l’Ungheria, a pilotare sulle nostre regioni adriatiche, dal suo bordo più occidentale, l’impulso di aria fredda che fra la nottata di domani e la giornata di giovedì riporterà freddo e neve a bassa quota, specie fra Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, dove sono attese imbiancate sin dai 500-600 metri, e a quote un po’ più alte tra l’Abruzzo meridionale e il Molise.

10Gran parte delle precipitazioni associate all’ondata di freddo saranno causate proprio dall’interazione tra la fredda e intensa ventilazione da N-NE, che accompagna l’avvezione fredda nei bassi strati, e i rilievi che caratterizzano il versante orientale della dorsale appenninica. Difatti l’aria fredda e molto densa in discesa dai bassopiani della Bielorussia, Polonia e Ucraina, dopo essersi incanalata all’interno degli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche sfocerà sull’Adriatico attraverso intensi venti dai quadranti settentrionali.

04L’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Italia centrale e l’alto Adriatico, prodotto dal movimento leggermente “retrogrado” del “CUT-OFF” posizionato sull’Ungheria, con massimi di “gradiente” proprio al traverso dell’Adriatico settentrionale, rischia pertanto di creare la configurazione barica perfetta per il richiamo di intensi venti da NE, attivi soprattutto fra il Golfo di Trieste e l’Adriatico più settentrionale, e rafforzati dall’avvicinamento, da ovest, del promontorio anticiclonico delle Azzorre, che distenderà un cuneo verso il nord della Francia e della Germania, favorendo una ulteriore “compressione” del “gradiente barico orizzontale”.

22Questi venti freddi e turbolenti si canalizzeranno all’interno dei principali valichi delle Alpi Dinariche, tramite l’attivazione di poderosi “deflussi” che in queste ore stanno dando origine alle violente raffiche di bora fra il Golfo di Trieste, l’Istria, la Dalmazia settentrionale in rapida estensione a tutto l’alto Adriatico, fino alle coste del Friuli, Veneto e della Romagna. Questa intensa ventilazione nord-orientale, in uscita dai Balcani, inoltre, determinerà precipitazioni, anche di carattere convettivo, che dato il notevole abbassamento della quota dello “zero termico” assumeranno carattere nevoso sin dalle basse quote sui monti di Marche, Abruzzo e Molise.

19Difatti in questo caso le precipitazioni vengono esaltate dalla ventilazione nord-orientale, piuttosto intensa, che raggiunte le coste adriatiche sarà costretta a risalire i pendii dei rilievi dell’Appennino Marchigiano, Abruzzese, molisano, creando dei moti convettivi, anche particolarmente intensi. Arrivata ad una certa altezza la massa d’aria si saturerà, condensandosi in imponenti annuvolamenti orografici che apporteranno delle nevicate, anche sotto forma di rovesci o brevi temporali, fra Marche e Abruzzo, dai 500-600 metri, e tra Molise e persino sulle aree più interne Campania, Lazio e Umbria, dai 800-900 metri di quota. Le nevicate più intense e abbondanti dovrebbero interessare l’area dei monti Sibillini, i monti della Laga e il Gran Sasso, dove si rischiano davvero buoni accumuli per il mese di aprile.

16Ma la neve fresca dovrebbe tornare ad imbiancare i monti del Molise, la Campania interna, fra avellinese e beneventano, i rilievi del Lazio e l’Umbria orientale. Purtroppo delle fioccate, accompagnate da una fredda e sostenuta ventilazione settentrionale, potranno interessare anche alcune località dell’area terremotata, lungo il confine fra Marche, Abruzzo e Umbria, nella giornata di giovedì che risulterà peraltro la giornata più fredda.