Ricerca: domani la ‘Marcia per la scienza’ in 500 città del mondo

Oltre 500 città del mondo ospiteranno domani 22 aprile la Marcia per la scienza, una manifestazione promossa per liberare la ricerca scientifica dall'oscurantismo

Oltre 500 città del mondo ospiteranno domani 22 aprile la Marcia per la scienza, una manifestazione promossa per liberare la ricerca scientifica dall’oscurantismo. Le informazioni sugli appuntamenti in Italia sono disponibili online sul sito www.sciencemarch.it/home/. In campo anche l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, che partecipa alla Marcia a Roma alle 16 a piazza del Pantheon, e a Milano davanti al Consolato Usa in via Principe Amedeo 3.

Due i motivi dell’adesione alla mobilitazione globale: il riconoscimento del diritto umano alla scienza e la liberazione del ricercatore iraniano Ahmadreza Djalali, docente a Torino e da mesi in carcere a Teheran “senza alcun capo d’imputazione né contatto con i propri famigliari – afferma Filomena Gallo, segretario dell’associazione Coscioni – La condivisione della conoscenza non può essere un reato”, ammonisce. L’ente sostiene inoltre “l’affermazione della libertà di ricerca scientifica anche su questioni che ancora sono considerate ‘eticamente sensibili'”.

“Ostacolare la scienza – avverte l’Associazione Coscioni – non è solo un problema per chi professionalmente si occupa di ricerca, ma produce spesso danni irreversibili per tutta la società, la pace, la democrazia e l’ambiente”. “Con il Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica – dichiara Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – stiamo promuovendo alle Nazioni Unite il diritto alla scienza come diritto umano universalmente codificato. Marciare assieme a ricercatori, scienziati, insegnanti, studenti e militanti dei diritti umani rafforza questa nostra campagna di libertà a sostegno del rispetto degli obblighi internazionali degli Stati, quindi per lo Stato di diritto”.

La Marcia si tiene in occasione della Giornata mondiale per la Terra, “perché – sottolinea Marco Perduca, membro di giunta dell’associazione – proprio cancellando consolidate evidenze scientifiche sul riscaldamento globale Donald Trump ha rotto il consenso del Cop21. La protezione e promozione della scienza è il miglior antidoto contro le mistificazioni, manipolazioni e negazioni della realtà. Marciare per la scienza è anche marciare per un futuro libero dalle menzogne di regime”.