Roma, l’astronomo del Papa sulla nuova illuminazione: “C’è anche un prezzo spirituale da pagare”

Un dibattito si è scatenato attorno alla nuova illuminazione stradale al Led di Roma finita anche sul 'New York Times'

l direttore della Specola Vaticana, Guy Consolmagno, l’astronomo del Papa, interviene sul dibattito che si è scatenato attorno alla nuova illuminazione stradale al Led di Roma finita anche sul ‘New York Times’. “È stato perfino argomento di discussione tra i nostri colleghi astronomi a Tucson, centro mondiale dell’astronomia”, osserva il direttore della Specola in un suo intervento sull’Osservatore Romano. “L’inquinamento luminoso – osserva l’astronomo – è il tormento di tutti gli astronomi. Quando le luci cittadine si alzano nel cielo, diventa impossibile osservare galassie e nebulose fioche”. L’astronomo del Papa riflette sulle conseguenze negative di una sconsiderata installazione di luci su uomini e animali: “Non è solo l’astronomia a essere colpita dalla sconsiderata installazione di troppe luci cittadine. La migrazione di animali viene interrotta. Le tartarughe appena nate su spiagge vicine ai resort illuminati a giorno non riescono a trovare l’oceano e muoiono. In molte città gli uccelli volano fino a morire, volteggiando senza fine intorno a grattacieli illuminati. Insieme agli uccelli e alle tartarughe viene disturbato anche il ciclo vitale animale dell’uomo: il sonno è reso difficile dalla troppa luce azzurra che la notte entra dalle nostre finestre. È questo uno dei maggiori problemi connessi a molte illuminazioni stradali al Led”. “Paradossalmente, – è la constatazione del direttore della Specola sul quotidiano d’Oltretevere – queste sfavillanti illuminazioni cittadine sono quasi inutili per le esigenze umane. È evidente che la luce diretta verso il suolo può aiutare i pedoni e i guidatori; ma c’è qualcuno che cammina in cielo? E tuttavia tante nostre luci cittadine illuminano verso l’alto, dove non sono necessarie. Un vicolo illuminato dà l’illusione di sicurezza, ma di fatto la maggior parte delle luci nelle strade producono ombre profonde nelle quali i ladri si possono nascondere impunemente. E intanto i graffitari sono contenti di riuscire a vedere i muri che stanno deturpando!”. Il direttore della Specola Vaticana, dopo aver passato in rassegna una serie di problemi pratici, avverte: “C’è anche un prezzo spirituale da pagare per le nostre cattive abitudini riguardanti l’illuminazione. La luce e il buio sono un tema di molte nostre preghiere e passi delle Scritture preferiti, ma il loro significato diventa oscuro se non abbiamo un’esperienza concreta del buio… o la capacità di vedere le stelle che risplendono in questo buio. Certamente la luce è una cosa buona. Pensiamo al buio come al nemico di tale luce. Tuttavia, il buio spirituale non è la stessa cosa del buio della notte”. L’astronomo del Papa fotografa la situazione con le parole di Benedetto XVI: ‘Oggi possiamo illuminare le nostre città in modo così abbagliante che le stelle del cielo non sono più visibili. Non è questa forse un’immagine della problematica del nostro essere illuminati?’.