Spazio, a caccia di polveri con LISA: la NASA vuole utilizzare la sonda per mappare la distribuzione delle particelle

LISA Pathfinder è uno strumento unico per studiare la popolazione di micrometeoriti nel sistema solare interno

Ha portato a termine la sua missione con successo dimostrando la fattibilità tecnologica della costruzione di un osservatorio spaziale per onde gravitazionali ed ora la sonda ESA sarà utilizzata dalla NASA per mappare la distribuzione delle particelle rilasciate da asteroidi e comete durante il loro viaggio.
La maggior parte di queste particelle ha masse paragonabili a quelle di un granello di sabbia e si muovono a velocità che sfiorano i 36.000 chilometri orari. La proposta della NASA – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – consiste nel tracciamento delle minuscole esplosioni causate dai propulsori di LISA che compensano l’impatto delle polveri sulla sonda.

“Si tratta di una collaborazione molto interessante – ha dichiarato Paul McNamara, responsabile della missione si tratta di dati usati per le nostre misurazioni che verranno utilizzati per quno studio collaterale. Il team NASA ci dirà qualcosa in più sule miocroparticelle che colpiscono la sonda”.
L’elevata sensibilità di LISA alle particelle di piccola massa e la capacità di misurare la grandezza e la direzione di impatto particelle fanno di LISA Pathfinder uno strumento unico per studiare la popolazione di micrometeoriti nel sistema solare interno. E non solo: la mappatura delle polveri cosmiche fornirebbe preziose indicazioni sui processi di formazione dei pianeti e sarebbe d’aiuto per la valutazione dei rischi che il loro eventuale impatto può avere sulle sonde spaziali.