Spazio: dinamismo geologico, il suolo “ballerino” di Cerere

Numerosi smottamenti punteggiano la superficie del pianeta nano Cerere

Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Un suolo accidentato, caratterizzato da massicci cedimenti del terreno che sarebbero connessi alla presenza di ghiaccio d’acqua: è quanto emerge da alcuni ritratti del pianeta nano Cerere, al centro della ricerca “Geomorphological evidence for ground ice on dwarf planet Ceres”, coordinata dal Georgia Institute of Technology e recentemente pubblicata su Nature Geoscience.

A realizzare le foto – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – è stata la Framing Camera della sonda Dawn, missione della NASA cui ha contribuito anche l’Italia con lo spettrometro VIR-MS, fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Finmeccanica-Selex ES sotto la guida scientifica dell’INAF-IAPS.

Il team della ricerca, in base alle immagini, ha individuato tre differenti tipi di frana, che si presentano – ognuno con i propri tratti distintivi – a diverse latitudini.

Il ‘tipo I’ (foto in alto) ha un aspetto ampio e tondeggiante, che ricorda panorami terrestri quali i ghiacciai rocciosi e le frane di ghiaccio dell’Artico. Questo genere di smottamento si trova soprattutto a latitudini elevate, nelle zone in cui sotto la superficie di Cerere, secondo gli studiosi, dovrebbe trovarsi la maggiore quantità di ghiaccio.
Cerere (Credits: NASA) Il ‘tipo II’ – il più comune – si presenta con un look molto simile a quello dei depositi che, sulla Terra, vengono lasciati dalle valanghe e si trova a latitudini intermedie.

Il ‘tipo III’, invece, appare connesso allo scioglimento del ghiaccio a seguito di collisione con corpi esterni. Questo genere di frana, caratteristico della basse latitudini, è sempre associato ad ampi crateri da impatto.

Secondo gli autori del paper, queste dinamiche geologiche costituirebbero un’ulteriore prova della commistione di roccia e ghiaccio al sotto della crosta del pianeta nano, scoperto nel 1801 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi.

I ricercatori, oltre ad aver ipotizzato l’influenza dell’azione del ghiaccio nei processi franosi, hanno anche stimato che la percentuale di volume di ghiaccio, negli strati superficiali di Cerere, si dovrebbe aggirare tra il 10 e il 50%. Quindi, per il gruppo di lavoro, le frane costituiscono uno strumento con cui approfondire cosa succede pochi chilometri al di sotto del ‘volto’ del pianeta nano.

Lanciata il 27 settembre 2007 dalla base di Cape Canaveral, la sonda Dawn è entrata nell’orbita di Cerere –  il più grande oggetto della fascia degli asteroidi – il 6 marzo 2015, dopo aver fatto ‘tappa’ nell’orbita dell’asteroide Vesta, raggiunto nel 2011. Scopo della missione è lo studio di asteroidi e pianeti nani per approfondire l’origine e l’evoluzione del Sistema Solare.