Terremoto, via Crucis ad Amatrice: “La sofferenza non è per sempre, Dio non vuole il male dei suoi figli”

"Nessun male viene da Dio! Dio non vuole il male dei suoi figli, ma lo condivide, solidale con tutte le vittime di ogni ingiustizia"

LaPresse/Fabio Cimaglia

“Nessun male viene da Dio! Dio non vuole il male dei suoi figli, ma lo condivide, solidale con tutte le vittime di ogni ingiustizia”. Con queste parole monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, ha introdotto la Via Crucis nella zona Rossa di Amatrice: 14 stazioni attraverso le quali la comunità ha ripercorso le vie distrutte dal sisma. Mille metri per ricordare, proprio nel giorno di venerdi’ santo, la passione di questa terra e della sua gente: è stata una famiglia terremotata a portare sulle spalle la croce di Gesù.

“Le nostre case sono rovinosamente crollate su di noi. D’un tratto nulla e’ stato piu’ come prima – e’ stata la meditazione della III stazione – Ma se il Signore non fosse stato con noi’, le macerie avrebbero sepolto anche il nostro futuro. Se il Signore non si fosse fatto carico di noi con il sudore e la carita’ di molti, avremmo maledetto di essere tra gli scampati. L’amore ha lenito il dolore, la solidarieta’ ci ha rimesso in cammino per ricostruire e confessare che l’amore da cui proveniamo non viene mai meno”. La Via dolorosa e’ stata intervallata da canti, preghiere, letture e meditazioni. “Se Dio e’ con noi, a niente e a nessuno e’ permesso di dire che tutto e’ perduto – e’ stata la meditazione – c’e’ ancora futuro. Gesu’ che si rialza ci da’ il coraggio di riprendere il cammino con piu’ slancio di prima”. “Cio’ che ha sconvolto la terra, riuscira’ a convertire i cuori?”, e’ stata la domanda posta durante la riflessione. “Gesu’ morente sulla croce poteva maledire Dio, oppure a Dio affidarsi in un gesto di estremo abbandono. Esiti diversi di una identica tragedia. La scelta e’ tutta e solo nelle nostre mani”. Durante il tragitto, lungo poco piu’ di un chilometro sono risuonate parole di speranza: “Gesu’ non e’ inchiodato alla croce per sempre. La sofferenza non e’ per sempre. Neppure la morte e’ per sempre. La croce non e’ parola ne’ ultima, ne’ definitiva. La croce che abbiamo sulle spalle prima o poi possiamo lasciarcela alle spalle”.