Treviso, avvocato assistente sanitaria: ha sempre fatto i vaccini

Un'assistente sanitaria friulana è accusata dalla Asl 2 di Treviso di non aver somministrato i vaccini a 500 bambini nel 2016

“La mia cliente si difende, ritenendosi innocente, avendo sempre fatto il suo dovere, e il proprio lavoro diligentemente, facendo i vaccini ai bambini come previsto”. Così, all’Adnkronos l’avvocato Paolo Salandin, legale dell’assistente sanitaria friulana accusata dalla Asl 2 di Treviso di non aver somministrato i vaccini a 500 bambini nel 2016.
E il legale, spiega che la sua assistita “è da sempre favorevole ai vaccini. E li ha sempre somministrati, applicando tutti i protocolli previsti: e per questo è disponibile ad essere sentita fin da subito dal magistrato, anche se allo stato dei fatti non è stata aperta un’inchiesta da parte della procura, e quindi non è indagata: potrebbe essere sentita come persona informata sui fatti. E, ad ora, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta da parte della procura”.
“Certo è – spiega l’avvocato – che la Direzione generale dell’Asl ha condannato prematuramente la mia cliente, annunciando pubblicamente una vicenda, che era già stata in precedenza archiviata dalla stessa Procura della Repubblica. Ora è stata avviata una procedura disciplinare a suo carico, sospesa in attesa delle determinazioni del tribunale- sottolinea il legale – mi sembra un comportamento a dir poco imprudente, ed un atteggiamento colpevolista a priori”. E l’avvocato Paolo Salandin continua: “Tra l’altro, la mia cliente ha lavorato per un lungo periodo in Friuli Venezia Giulia con lo stesso incarico, e non è mai arrivata nessuna contestazione”. Così, per il legale il motivo scatenante di questa vicenda potrebbe essere da ricondurre: “all’invidia di colleghe che vedevano che la mia assistita preferita dai genitori che portavano i loro figli a farsi vaccinare da lei, perchè aveva un metodo per non farli piangere”. E conclude: “Per tutti questi motivi è serena, perchè sa di essere nel giusto, anche se molto turbata da tutto questo clamore mediatico che le ha portato uno stress profondo, tanto che ora è in malattia”.
In ogni caso, per spiegare dettagliatamente le sue ragioni l’assistente sanitaria incontrerà questa sera i giornalisti nello studio del suo avvocato a Montebelluna. (AdnKronos)