Tribunale di Ivrea: “In Italia gli specialisti sostengono l’innocuità dei cellulari”

L'Italia, a differenza di tanti altri Paesi in Europa e nel mondo, non prende misure per contenere la nocività dei telefonini cellulari perché i suoi specialisti "continuano a sostenere l'innocuità delle radiazioni"

L’Italia, a differenza di tanti altri Paesi in Europa e nel mondo, non prende misure per contenere la nocività dei telefonini cellulari perché i suoi specialisti “continuano a sostenere l’innocuità delle radiazioni”. Lo denuncia il professor Angelo Levis nella consulenza prestata in tribunale a Ivrea durante la causa promossa da un uomo colpito da tumore. L’esperto riporta un elenco (aggiornato fino all’aprile del 2013) diffuso dall’associazione “Safer phone zone”.

Vi si trovano gli Usa – in particolare San Francisco è stata la prima città che nel 2011 ha approvato una legislazione cautelativa – Canada, Australia, Israele, Francia, Russia, Belgio, Irlanda, Finlandia, Regno Unito, India (vietato l’uso dei cellulari sotto i 16 anni e la vendita a bambini e donne gravide), Svizzera, Corea, Giappone “e persino il Tagikistan”. “In questo lungo elenco – scrive Levis – manca qualsiasi cenno all’Italia, il che non deve stupire visto che i nostri oncologi, i farmacologi ma soprattutto i funzionari dell’Iss e persino gli ex ministri della Salute continuano a sostenere l’innocuita’ delle radiazioni emesse dai cellulari, sul cui uso cautelativo nessun provvedimento e’ stato finora adottato e tanto meno pubblicizzato, neppure per i bambini e per gli adolescenti”.