Vaccini, Zaccagnini: “L’obbligatorietà è una scelta inefficacie”

"Per il raggiungimento di un'offerta vaccinale più sicura sono essenziali campagne di informazione che correttamente spieghino i grandi benefici, ma anche le reali controindicazioni e potenziali reazioni avverse, dei vaccini"

“In questi giorni e’ stata evidenziata da varie fonti autorevoli in materia la necessita’ di maggiore chiarezza sul tema delle vaccinazioni e desta sconcerto che Renzi ancora si affidi a Burioni che si trova in una situazione di probabile conflitto di interessi essendo titolare di brevetti di prodotti farmaceutici, come gli anticorpi monoclonali utilizzabili per i vaccini, e membro del board scientifico della casa farmaceutica Fides Pharma”. Lo afferma Adriano Zaccagnini, deputato di Mdp.

“L’attacco scomposto subito dal sottoscritto, da Report e dal m5s ora, ingenera molti dubbi sulle reali motivazioni per cui si vorrebbero obbligare le persone a trattamenti sanitari coercitivi senza approfondimenti scientifici come il principio di precauzione richiede. Per il raggiungimento di un’offerta vaccinale piu’ sicura e completa e’ necessario il potenziamento della vaccino-vigilanza, cosi’ deficitaria oggi, come sono essenziali campagne di informazione che correttamente spieghino i grandi benefici, ma anche le reali controindicazioni e potenziali reazioni avverse, dei vaccini.

Le storie dei danneggiati non si possono occultare come se fossero inesistenti, tantomeno lo Stato si deve sottrarre dal sostenere il recupero psicofisico di queste persone. Soprattutto rimane in campo la scelta di fondo errata ed inefficace dell’obbligatorieta’ che, come dimostrano gli studi fatti fino ad oggi dai paesi scandinavi e dal Veneto, non porta ad un aumento della consapevolezza e fiducia nei cittadini ne’ tantomeno ad un aumento delle coperture vaccinali. Credo inoltre sia doveroso e prioritario rendere disponibili per tutte le persone a partire dai neonati le somministrazioni monovalenti per abbassare il carico vaccinale che gia’ nel 3% dei militari italiani monitorati nel progetto Signum dal ministero della Difesa ha portato ad alterazioni ossidative del DNA. Un tema da cui la scienza medica non si puo’ sottrarre e che richiede investimenti pubblici ad enti indipendenti nell’interesse della salute della collettivita’”.