Vulcanologia, sismologia e ambiente: una settimana da giornalisti scientifici all’INGV

Gli studenti hanno preparato e realizzato brevi interviste, sulle ricerche svolte all’interno dell’INGV, i risultati ottenuti e le possibili applicazioni

Una camera, un taccuino e tanta curiosità. È iniziata così l’avventura dei ragazzi del Liceo Stanislao Cannizzaro all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nell’ambito delle attività Alternanza scuola-lavoro. L’interesse per la comunicazione, nata su i social network, ha portato Sara, Marco, Matteo e Andrea a scegliere l’Ufficio Stampa dell’Ente e scoprire come si comunica la Scienza. Il percorso dei ragazzi ha avuto inizio con la presentazione dell’Istituto e descrizione delle attività scientifiche, di monitoraggio, sorveglianza sismica e vulcanica. Si è parlato di corretta informazione scientifica e delle problematiche legate all’errata comunicazione, tematica che ha incuriosito molto i ragazzi soprattutto in merito alle fake news. Dopo aver raccolto informazioni sulle attività dei ricercatori e il loro ruolo all’interno dell’Ente, gli studenti hanno preparato e realizzato brevi interviste, sulle ricerche svolte all’interno dell’INGV, i risultati ottenuti e le possibili applicazioni. Sono state affrontate le tre tematiche principali dell’Ente: vulcanologia, sismologia e ambiente. Emozionati, per la prima volta nel ruolo di giornalisti, hanno messo a proprio agio i ricercatori con una breve descrizione degli argomenti da affrontare nell’intervista.

Tra le varie tematiche di cui si occupa l’Ente, i ragazzi sono rimasti “affascinati” dai vulcani, in particolar modo dal Marsili, il più grande vulcano sottomarino d’Europa, la cui ultima eruzione risale a 3000 anni fa e ancora oggi preoccupa la popolazione della Regione Campania. La settimana si è conclusa con l’elaborazione del materiale acquisito, la stesura dell’articolo e il montaggio finale delle interviste video presentato nella giornata dedicata alla presentazione del lavoro svolto. I ragazzi – raccontano Marco Cirilli, Matteo De Marco, Marco De Priamo, Andrea Ghersevich, Sara Zeppieri nella newsletter INGV – si sono mostrati interessati e partecipativi, ringraziando per le conoscenze acquisite e per la formativa esperienza lavorativa. Proprio sul tema del Marsili, Marco, ha intervistato il vulcanologo Guido Ventura su cosa accadrebbe in caso di eruzione: “Se avvenisse un’eruzione, non vi sarebbero pericoli. In caso di frana di un fianco del vulcano, potrebbe, invece, verificarsi uno tsunami che interesserebbe le coste dell’Italia centro-meridionale. Il vulcano viene comunque monitorato con campagne oceanografiche, in grado di studiare tramite sonde il fondale marino”. Tra un’intervista e l’altra, gli studenti hanno lavorato alla post-produzione dei video che consiste nella selezione delle scene e montaggi utilizzando software di ultima generazione.

Altra tematica che ha interessato i ragazzi del Cannizaro è stata quella delle spedizioni in Antartide dove l’INGV è da anni protagonista. Quale migliore occasione se non quella di intervistare Domenico Di Mauro, ricercatore sezione Roma Due (INGV), recentemente rientrato dall’ultima “campagna antartica”. A chiedergli di illustrare i risultati raggiunti è Andrea: “Abbiamo effettuato misure manuali della declinazione e dell’inclinazione magnetica. I dati raccolti sono importanti in quanto nelle zone polari si manifestano fenomeni magnetici che interessano tutto il nostro pianeta”, afferma Di Mauro. Le spedizioni in Antartide richiedono un’adeguata preparazione, cosa che ha incuriosito gli studenti: “Per fronteggiare le condizioni climatiche avverse, svolgiamo come addestramento un corso di sopravvivenza in cui impariamo ad affrontare le situazioni di pericolo che le avversità del territorio ci mettono di fronte”, conclude il ricercatore. I ragazzi, alternandosi tra la stesura del comunicato stampa e le interviste, hanno avuto modo di prendere dimestichezza con la telecamera, “girando” alcune riprese all’interno dell’Ente e selezionando le parti da inserire tra le interviste. Sara ha intervistato Marco Anzidei, primo ricercatore del CNT (Centro Nazionale Terremoti), riguardo lo studio delle deformazioni della crosta terrestre e le conseguenti inondazioni, tematica che negli ultimi anni ha riscosso ampio interesse sia tra gli studiosi che nell’opinione pubblica: “Le variazione del livello marino non sono dovute solo a vulcani e terremoti ma anche allo scioglimento dei ghiacci causato dall’inquinamento. Le zone a maggior rischio di inondazione sono le pianure costiere ed è quindi sconsigliato costruire in prossimità di esse” spiega Anzidei.

Gli studenti del Cannizaro si sono, inoltre, interessati alla divulgazione scientifica e su come l’Ente comunica all’esterno. Un nodo cruciale a cui, ancora oggi, non viene dedicata la giusta attenzione. Giuliana D’Addezio, sismologa INGV ha risposto alle curiosità di Marco: “Essendo la ricerca la principale attività svolta all’interno dell’Ente, l’aspetto divulgativo è tenuto poco in considerazione. Lavoriamo molto sull’organizzazione di eventi per sensibilizzare il tema della ricerca e i suoi risultati. La divulgazione di questi appuntamenti avviene attraverso i canali social dell’Istituto e i comunicati, news e note dell’Ufficio Stampa”, sottolinea la D’Addezio. Le interviste si concludono con l’intervento di Lucia Margheriti, sismologa del CNT, che, ha risposto alle domande sulla prevenzione delle catastrofi dovute ai terremoti e a come si possano mettere in sicurezza edifici storici. I recenti eventi di Amatrice hanno colpito particolarmente i ragazzi che hanno sentito la necessità di chiarire alcuni aspetti soprattutto sulla prevedibilità dei sismi: “La prevenzione è fondamentale per evitare catastrofi in caso di eventi sismici. Si deve quindi costruire e ristrutturare le case affinché rispettino le misure di sicurezza imposte dalla legge”, spiega la Margheriti. Tali provvedimenti sono necessari, in quanto, come conclude la sismologa: “Noi esperti non crediamo sia possibile in un futuro prossimo riuscire a prevedere la data, il luogo esatto di un sisma e la forza con la quale esso si manifesterà. Resta tuttavia possibile determinare statisticamente la probabilità che si verifichi un sisma in un determinato luogo basandosi sulla storia sismica dello stesso”.