Aerei: l’atterraggio a vista a 2.400 metri è pericoloso

"Quando si verifica un vento di coda superiore ai 10 nodi gli aerei non possono atterrare. Per poterlo fare devono rinunciare alla procedura strumentale, negli aeroporti in cui è consentito"

“Quando si verifica un vento di coda superiore ai 10 nodi gli aerei non possono atterrare. Per poterlo fare devono rinunciare alla procedura strumentale, negli aeroporti in cui è consentito, e portarsi dalla parte opposta della pista con una pratica denominata ‘Circling’ che richiede, per le regole delle Authority del volo, una visibilità minima di 2.400 metri per i velivoli più usati dalle compagnie.”

Questa distanza viene considerata “insufficiente” e quindi “pericolosa” in uno studio, riportato in un libro per piloti, di Gianni Guiducci gia’ comandante di prima classe oggi definito senior. In sintesi – è spiegato in ‘Handling the Circling – basandosi su analisi matematiche, geometriche e trigonometriche nella categoria C degli aerei (fra cui Boeing 727, 737-200; MD 80; Airbus 300, 310, 318, 319, 320, 330 e Fokker 100) la distanza ottimale di visibilità sarebbe intorno ai 3.700 metri “tanto che alcune compagnie indicano per parte loro i 4.000 metri”.