Alimenti: il consumo moderato di caffè ha effetti benefici sul cuore

Anche in presenza di ipertensione o di aritmie non sembrano esserci controindicazioni a un consumo moderato di caffè

Un moderato consumo di caffè non solo è sicuro, ma ha anche effetti benefici sia in persone in Salute sia in pazienti con fattori di rischio o problemi cardiovascolari. E’ quanto indica una recente metanalisi pubblicata su ‘Expert Review of Cardiovascolar Therapy’, realizzata analizzando 94 studi scientifici apparsi nella letteratura internazionale, spiega Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy-Nfi. “Lo studio – riassume Poli – evidenzia che un consumo moderato di caffè (3-5 tazze al giorno) svolge un effetto protettivo sul rischio cardiovascolare successivo, sia per gli individui sani che per i pazienti affetti da elevata pressione arteriosa, malattia cardiovascolare, insufficienza cardiaca, aritmie o diabete mellito. E’ interessante soprattutto osservare che, contrariamente a quanto spesso si ritiene, anche in presenza di ipertensione o di aritmie non sembrano esserci controindicazioni a un consumo moderato di caffè, che si assocerebbe, al contrario, a una riduzione del rischio cardiovascolare anche in questi pazienti”. La letteratura scientifica – ricordano gli esperti di Nfi – ha studiato in modo approfondito il tema del legame tra caffè e sistema cardiovascolare. Tra i più recenti: uno studio del 2015 di Lotfield e collaboratori conferma che i consumatori di caffè mostrano una minore incidenza di patologie cardiovascolari, disturbi respiratori e diabete; una recente pubblicazione di Saito et al. (2015) dimostra che il consumo di caffè si associa a minor mortalità cardiovascolare, incidenza di patologie respiratorie e disturbi cerebro-vascolari in una popolazione (quella giapponese) dove l’abitudine al consumo di caffè si sta espandendo, ma non è ancora diffusa come in occidente. Ancora. Un’ampia meta-analisi di Ding e collaboratori (2014) ha evidenziato un’associazione protettiva tra consumo di caffè e rischio cardiovascolare; l’analisi ha concluso che il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari è più basso in chi consuma da 3 a 5 tazze al giorno rispetto ai non consumatori. Risultati favorevoli sono stati pubblicati nel 2014 anche da Crippa e collaboratori, che hanno calcolato la mortalità totale, quella cardiovascolare e quella per tumore, in 997.464 soggetti stratificati per consumo di caffè. I risultati mostrano che un consumo di 4 tazze al giorno si associa a ridotta mortalità per tutte le cause, e un consumo di 3 tazze al giorno si associa a ridotta mortalità cardiovascolare.