Chirurgia estetica: la cellulite si vince “sottovuoto”, in Italia la nuova tecnica

"La cellulite interessa circa l'85% delle donne", una triste prerogativa dell'universo rosa

L’estate è alle porte e davanti alla ‘prova costume’ ben poche signore si sentono tranquille: “La cellulite interessa circa l’85% delle donne“, una triste prerogativa dell’universo rosa causata da una particolare conformazione del tessuto adiposo femminile. Per combatterla è disponibile in Italia “una nuova tecnica ‘soft’ che contrasta l’inestetismo della pelle a buccia d’arancia in una sola seduta“. Sfrutta il sottovuoto e “svolge un’azione unica nel suo genere“. A descriverla all’AdnKronos Salute è Paola Pasquini, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica di un centro specializzato di Roma (www.spheramed.com). “La nuova metodica si chiama Cellfina* e arriva dagli Stati Uniti, dove si utilizza da 3 anni“, spiega l’esperta. “E’ certificata dall’agenzia regolatoria americana Fda, garanzia di efficacia e sicurezza, e a marchio Ce“. E’ sbarcata “in Italia da 6-8 mesi e il Lazio, con Roma, è stato il primo ad acquistarla. Si tratta di una procedura mininvasiva che utilizza un apparecchio dotato di una speciale piattaforma” caratterizzata da “un oblò“. Questo funziona da ‘camera per il vuoto’ e “nella zona interessata dal ‘buco’ della cellulite crea un vacuum, un’aspirazione standardizzata praticata sempre alla stessa profondità, attraverso cui avviene il trattamento“. Nell’area del ‘risucchio’, tramite l’oblò, “prima si effettua una punturina di anestetico locale e poi, sempre sottovuoto – prosegue Pasquini – viene inserita una piccolissima lama chirurgica“. Il microscopico bisturi di “0,2 millimetri, più piccolo di una cannula da liposuzione, è collegato a un meccanismo vibratorio che recide i ‘tralci fibrosi’ all’origine dell’inestetismo“. “La cellulite – precisa infatti la specialista – è un appannaggio femminile praticamente esclusivo perché noi donne presentiamo una dissonanza anatomica a livello dei setti interlobulari del tessuto adiposo sottocutaneo. Dei tralci fibrosi, appunto, che nelle donne sono perpendicolari alla cute“. Proprio in virtù di questa organizzazione verticale, “eseguono una trazione verso il basso che crea il buco della cellulite. Cellfina recide i tralci e la cute si risolleva“. “Il trattamento è mirato essenzialmente ai glutei e alle cosce“, le zone critiche di ‘Venere’, e “si svolge in’unica seduta della durata di un’ora, un’ora e mezza. E’ totalmente ambulatoriale e si effettua negli studi medici specializzati. Non richiede alcuna convalescenza, solo l’accortezza di indossare una guaina contenitiva per una decina di giorni e di evitare per altrettanti l’esposizione diretta al sole della parte“. Il prezzo è “variabile a seconda dell’area da trattare” e “per conoscere il centro specialistico più vicino a casa si può visitare il sito di Cellfina. Questa metodica, efficace e sicura – conclude Pasquini – è indicata per il trattamento dell’inestetismo buccia d’arancia. Non elimina l’eventuale cuscinetto adiposo, contrastabile invece con la liposuzione. Per questo, all’occorrenza, Cellfina si può abbinare ad altre metodiche di chirurgia estetica“.