Diventare ricchi grazie al calcio: non solo sport ma anche fiuto per gli affari

Anche chi non segue direttamente il calcio sa perfettamente che gli stipendi dei calciatori sono probabilmente i più alti al mondo.

Ciò che fa la differenza è riuscire però a giocare nei più prestigiosi campionati europei, anche soltanto per qualche stagione per diventare ricchi, al punto di garantirsi una pensione d’oro già in giovane età.

Ecco perché oggi molti genitori vorrebbero vedere i propri figli diventare calciatori.

Nonostante  diventare ricchi nel calcio non è proprio “impossibile”, anche se dipende sempre, dall’arrivare a giocare nelle massime serie, c’è differenza, a volte anche sostanziale, di patrimonio dei vari “ricchi” del calcio internazionale.

Come spiegare altrimenti, la differenza tra il patrimonio netto del più ricco tra i calciatori italiani, Buffon pari 66 milioni di euro e quello del più ricco al mondo, David Beckham, a quota 350 milioni di euro?

La differenze, anche sostanziali, sono tutte legate alle scelte economiche intraprese durante o a seguito della carriera calcistica. Ci sono tutte le caratteristiche che solitamente delineano il perfetto imprenditore: fiuto per gli affari, capacità di management e di analisi dei trend, investimenti nei settori più profittevoli e, non per ultimo, scelta degli sponsor dai contratti più redditizi.

Beckham ad esempio, è uno degli imprenditori che ha trasformato la sua immagine in marchio, a cominciare dalla sua fragranza di profumi, la David Beckham Fragrances, che fattura annualmente 5,2 milioni di euro.

Inoltre, come si evince dal sito che classifica i milionari del calcio mondiale, soltanto dai diritti legati alla sua immagine, prestata ai vari brand, è in grado di guadagnare la bellezza di 81 mila euro al giorno!

Insomma, milionari si diventa, ma non è solo questione di fortuna e bravura nel calcio. L’abilità di imprenditore gioca sempre un ruolo importante e decreta il futuro successo finanziario soltanto di alcuni calciatori.