Emergenza idrica Messina: le dichiarazioni della Regione in merito alla questione di Calatabiano

"A Calatabiano si evidenzia che le attenzioni sono state inizialmente rivolte al versante su cui insiste la condotta idrica del Fiumefreddo"

In merito alle ultime notizie di stampa apparse in questi giorni circa la situazione della rete di adduzione idrica della Città di Messina, il Dirigente Generale Foti, intende precisare alcuni punti della vicenda a beneficio dei messinesi e di quanti seguono il caso.

“Infine – continua Foti – si fa rilevare in ordine alla criticità idrica di Messina che le problematiche non sono legate solo ed esclusivamente al versante di Calatabiano, ma a tutta una serie di problemi che coinvolge anche la rete idrica cittadina sulla quale, anche durante i lavori di Calatabiano, si poteva intervenire con lavori di manutenzione. Per di più la condotta nella sua interezza è vetusta e maltenuta – come tra l’altro dichiarato anche dal neo Direttore Generale dell’AMAM Cipollini alla VII Commissione Lavori Pubblici e Protezione civile del Comune (“Le condizioni della Rete dell’acquedotto e delle fogne si presentano ammalorate e, pertanto, precarie. Non si effettua manutenzione da molti anni. Si sta predisponendo il Piano operativo annuale 2017 e, nel frattempo, si sta intervenendo sulle urgenze. Sui torrenti Giostra, Annunziata, Licandro, Portalegni e Santa Cecilia stiamo realizzando dei progetti per adottare lavori più strutturali”).

A tal proposito, nel corso dell’emergenza idrica, è stato chiesto in modo esplicito all’AMAM, vista la particolare posizione geografica, di implementare il numero di appresamenti al porto affinché con navi cisterna si potesse consentire alla Città la dotazione idrica necessaria per gli usi minimi nella considerazione che la principale fonte di approvvigionamento, l’acquedotto Fiumefreddo, potrebbe collassare in caso di terremoto. Non ci risulta che ad oggi, nonostante la rete cittadina sia particolarmente vetusta e nonostante presenti particolari criticità, sia stata apportata alcuna modifica che abbia consentito il miglioramento della situazione. Per cui, è evidente che il DRPC Sicilia appare come il Sig. Malaussène della situazione per coprire carenze diverse e trovare un colpevole ad ogni costo. Noi non riteniamo dover ricoprire questo ruolo avendo tempestivamente esercitato ogni possibile azione per poter contribuire alla risoluzione delle criticità rappresentate dall’AMAM e dal comune di Messina.”